Profughe in rivolta per la paghetta: bastonate e morsi ai militari

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Rivolta della paghetta per le nigeriane di un centro d’accoglienza in provincia di Siracusa. La protesta è scattata questa mattina perché da mesi – dicono loro – le ospiti non ricevono i soldi del pocket money: la paghetta da profugo che integra vitto, alloggio e tutto il resto.

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E’ accaduto nel Cenacolo domenicano di Solarino, che ospita solo femmine di africano . I carabinieri sono stati costretti ad intervenire perché le ospiti si erano barricate: sono stati aggrediti. Con violenza inaudita. Cinque donne sono state arrestate.

Le ospiti della struttura, tutte donne di giovane età, in attesa di riconoscimento dello status di rifugiato, alcune delle quali in stato di gravidanza (prima di tutto il lavoro…), avevano eretto delle vere e proprie barricate. Tanto che i carabinieri non sono potuti entrare dall’ingresso principale presidiato da almeno venti africane.

Appena hanno visti i militari le immigrate hanno iniziato a minacciarli impugnando bastoni. Alcune di loro hanno invitato le donne in gravidanza a sdraiarsi davanti alle barricate per evitare che i carabinieri le spostassero. Conoscono le nostre debolezze, sanno che se una di loro abortisce poi i carabinieri verrebbero perseguiti da qualche toga rossa.

I militari hanno deciso di entrare lo stesso all’interno scavalcando il muro di cinta. A quel punto, le donne a capo della sommossa hanno aggredito i carabinieri con bastoni, morsi, calci e graffi.

Due donne, ritenute responsabili delle aggressioni e dei disordini, sono state accompagnate in caserma. Altre tre sono fuggite a piedi per le vie circostanti al centro di accoglienza, tentando di nascondersi all’interno di alcuni fienili in zona. Ma i carabinieri sono riusciti a individuarle e ad arrestarle.

Le cinque fancazziste, tutte giovanissime, di età compresa fra i 18 e i 25 anni, sono state arrestate per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale ed accompagnate nel carcere femminile catanese di Piazza Lanza così come disposto dall’autorità giudiziaria.

Pazzesco. Questa gente la manteniamo noi.




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