Ecco come i pescatori tunisini trainano in Italia i clandestini – VIDEO

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Ecco come i pescatori tunisini trainano i clandestini/detenuti/terroristi in Italia:

Ora l’Ong tunisina ‘La Terre pour tous’ protesta davanti all’ambasciata italiana a Tunisi, per chiedere la liberazione dei ‘pescatori’ trafficanti Chamseddine Bourassine, presidente dell’Associazione dei pescatori di Zarzis (Apde), e dei suoi 5 membri di equipaggio, in carcere dal 29 agosto scorso ad Agrigento con l’accusa di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione illegale.

L’Ong respinge al mittente le accuse delle forze dell’ordine italiane nei confronti dei 6 arrestati rilanciate dalla stampa, rimarcando invece l’impegno decennale di Bourassine nel salvataggio di vite umane in mare e contro il razzismo.

Il presidente dell’Associazione dei pescatori di Zarzis si distinse, infatti nell’agosto 2017, in un’azione di disturbo alla ‘C-Star’ (la nave dei giovani di generazione identitaria, movimento di destra anti migranti), uscendo in mare con altri pescherecci, e contribuendo ad impedire l’entrata in porto della nave dei patrioti.

I sei membri dell’equipaggio del motopesca tunisino sono stati sorpresi il 29 agosto scorso mentre trainavano verso Lampedusa un barchino con a bordo 14 clandestini. L’operazione di polizia in mare è stata svolta da unità navali della Guardia di Finanza e proseguita dai finanzieri della Brigata di Lampedusa con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento. Entrambe le imbarcazioni sono state poi scortate presso il porto di Lampedusa, dove, i finanzieri dell’isola hanno denunciato per ingresso illegale nel territorio dello Stato i 14 clandestini, e arrestato i 6 membri dell’equipaggio del peschereccio con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, e con relativo sequestro dei mezzi.

L’Associazione dei pescatori di Zarzis ha indirizzato una missiva all’ambasciatore d’Italia in Tunisia nella quale Bourassine viene definito “un esempio da seguire”. Dobbiamo ridere?




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