Profugo violenta educatrice, “condannato” a lasciare Italia entro “7 giorni”

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Sette giorni di tempo per lasciare l’Italia. E’ questo l’unico provvedimento contro il pakistano denunciato a piede libero dagli agenti della Volante della Questura di Forlì dopo aver palpeggiato un’educatrice di un centro di accoglienza per minori.

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Il richiedente asilo, che come quelli sbarcati ieri sera dalla Diciotti si fingeva minorenne, è stato indagato al termine di un’attività investigativa per violenza sessuale, aggressioni, minacce, violenza privata, danneggiamenti e false dichiarazioni di generalità.

Il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio Ragni, è stufo: “Ammesso che riesca ad eludere la sorveglianza, che auspichiamo sia stretta, si perderanno con tutta probabilità le tracce e lui continuerà a delinquere nel nostro territorio o in altre parti del nostro Paese. Sì, perché dobbiamo ricordare a tutti, per primi gli amministratori, assessori e sindaci, soprattutto di sinistra, che fingono sconcerto per questi fatti così gravi, gli stessi che predicano l’accoglienza indiscriminata in Italia di tutti gli stranieri del mondo, che alla consegna di un decreto di espulsione, soprattutto se si tratta di espulsione volontaria, non corrisponde un effettivo espatrio”.

“La Fondazione Leone Moressa ci ricorda come soltanto il 25% degli stranieri espulsi esegue effettivamente l’ordine in maniera volontaria. 7mila rimpatri l’ultimo anno. Due anni fa gli immigrati irregolari che non hanno lasciato in Italia nemmeno su provvedimenti di espulsione erano il 55%. Dunque gli immigrati presenti nel territorio in maniera clandestina aumentano ogni giorno. Un numero che si irrobustisce con i clandestini che sbarcano sulle nostre coste e non vengono identificati e quelli che fuggono dai centri di prima accoglienza. Poi, c’è il fenomeno dei minori stranieri scomparsi e gli adulti che scelgono volontariamente per mille motivi di scomparire e diventare ignoti al fisco ed all’anagrafe dopo una prima regolare identificazione. Stiamo parlando di decine di migliaia di persone che affollano le zone d’ombra della nostra società, votati alla criminalità ed al degrado”.

“In casi che non prevedono l’arresto, l’inottemperanza di un ordine di espulsione è punito con una semplice pena pecuniaria (con immigrati per lo più nullatenent) e le vertenze che nascono dall’opposizione legale, il ricorso, che tutti gli stranieri presentano contro l’ordine di espulsione , ingolfano l’attività dei giudici di pace e in caso di impugnazione contro le espulsioni giudiziarie si intasano i tribunali. E vista la scarsa efficacia amministrativa delle procedure di espulsione possiamo tranquillamente dire che non si agisce abbastanza sulla leva dello strumento penale nel fenomeno migratorio. E se sulla questione dei “rimpatri non ottemperati” pesa la carenza delle risorse riteniamo allora che il governo ne debba stanziare a sufficienza”.

Ragni commenta quindi il caso forlivese dell’immigrato accusato di violenza sessuale: “Riteniamo che per casi di questo grado di pericolosità si debba rendere necessaria la carcerazione con espulsione immediata e forzata. Mentre questo soggetto rimane tranquillamente in libertà, oggi a Forlì, domani a Bologna, libero magari di delinquere, in attesa di espatriare secondo i termini di legge, quando in realtà si darà presumibilmente alla macchia. Non sarà il caso di inasprire le pene ed eseguire materialmente e forzatamente i rimpatri nei loro paesi di origine di questi e tutti gli altri stranieri irregolari e di quelli che delinquono?”.

E’ tempo di una grande svolta. Salvini indichi la via, noi lo seguiremo.




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