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EMERGENZA: Facebook cancella post, li segnala come spam

Vox
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Caos su facebook da questa mattina molti utenti in tutto il mondo – soprattutto di pagine e siti indipendenti – vedono i propri post e condivisioni scomparire dopo averli condivisi.

Qualsiasi post: soprattutto link ma anche immagini, video, vengono cancellati dal social e segnalati come spam.

Ma basterebbe segnalare a Facebook che il proprio post non è spam perché questo venga subito ripristinato. Ma non sulle pagine.

Secondo facebook la colpa sarebbe di un “bug”, ma potrebbe trattarsi di uno di quei giorni in cui Facebook aggiorna (o anticipa in modo imprevisto) le impostazioni di censura.

Dopo la pulizia etnica di queste ultime settimane, e il previsto intervento di Trump nelle prossime, Facebook sembra ora prepararsi ad una nuova ondata di censura: che colpirà direttamente gli utenti.

Vox

Suggerimento: quando condividete un articolo di Vox, controllate sempre che facebook non lo stia cancellando preventivamente.

Andate su: https://www.facebook.com/support e in caso sia stato bloccato per spam, cliccate su “non è spam”

In molti casi potreste trovare una lunga sfilza di questo tipo tra le vostre notifiche:

La libertà di espressione è sempre più sotto attacco.




Un pensiero su “EMERGENZA: Facebook cancella post, li segnala come spam”

  1. Con me hanno fatto prima:
    in 8 mesi 5 blocchi da 30 gg. ciascuno.
    Amici di FN, FdI, Casa Pound e Lega eliminati.
    Generazione Italia e Defend Europe (di cui faccio parte) cancellati e rincorsi dalla polizia e Digos per violazione Legge Mancino.
    Per quel che mi riguarda sarei del parere di una manifestazione nazionale per la cancellazione della Legge Mancino in quanto incontrovertibilmente anticostituzionale.
    Questo è il mio articolo cestinato da Libero, Il Giornale e Il Tempo e che mi è costato (tanto per cambiare) 30 giorni di sospensione su FB .
    Legge Mancino, una legge incostituzionale e liberticida
    15 settembre 2013 alle ore 03:17
    La maggior parte della gente non ne è a conoscenza, ma da venti anni in Italia esiste una legge, la n° 205 – 93, meglio conosciuta come “Legge Mancino”, nata ed utilizzata con l’odioso scopo di reprimere ogni dissidenza e limitazione della inalienabile libertà di pensiero e di parola. La mia affermazione è avvalorata dalle seguenti considerazioni:

    È una legge che, di fatto, pone dei limiti ben determinati ed assoluti alla libertà di pensiero e di parola, stabilendo un pericoloso e preoccupante tentativo di definire quali siano le idee ed i valori legittimi (e legali) e quali siano le idee e i valori illegittimi (e illegali).
    Vi è una pericolosa generalità del concetto di “atti di discriminazione per motivi razziali, nazionali o religiosi”; laddove “discriminare” ha lo stesso significato di “preferire”, “distinguere”, “scegliere”, quali libertà fondamentali in uno Stato di diritto – come si vanta di essere quello Italiano.
    Non vi è nessun riferimento all’ “incitamento all’odio per motivi politici”. Da ciò si deduce l’assoluta immunità per quei soggetti e quei gruppi politici che non solo “discriminano” la parte avversa (cosa per noi legittima) ma, mossi da un sentimento di “odio”, usano un linguaggio esplicitamente lesivo della dignità e dell’onore personale e agiscono a livello concreto (con presidi, blocchi, contromanifestazioni non autorizzate) per impedire agli avversari politici la libertà di propaganda e di espressione (art. 12 – diritto alla dignità della persona – Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”).
    Le pene accessorie previste (ritiro dei documenti, divieto di partecipare alla vita pubblica, lavoro e rientro coatto, sequestro degli immobili di proprietà), oltre a quelle detentive, mostrano in modo inequivocabile la volontà di colpire, prima ancora che un presunto reato, innanzitutto un modo di essere, di pensare, uno stile di vita. Sono inoltre pene che non vengono applicate neanche, ad esempio, agli spacciatori di sostanze stupefacenti abituali ed incalliti.
    Prevede inoltre un giudizio per direttissima che riduce al minimo le garanzie processuali e incide pesantemente su altri specifici reati, laddove le aggravanti per “motivi razziali” si applicano senza considerazione delle attenuanti.
    In base a queste considerazioni, mi sembra più che giusto ritenere la “legge Mancino” una legge a tutti gli effetti LIBERTICIDA e ANTICOSTITUZIONALE, in quanto risulta altamente lesiva delle libertà fondamentali di ogni cittadino italiano (pensiero, parola, azione) in riferimento agli articoli 17, 18, 19 e 21 della Costituzione della Repubblica Italiana e agli articoli 2, 7, 18, 19 e 20 della “Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo”. Risulta essere strumento idoneo a perseguire uomini e gruppi sgraditi in quanto non omologati, in quanto non allineati con il pensiero unico, con il modo di pensare dominante. Lascia interpretare ARBITRARIAMENTE ogni espressione di “scelta”, “preferenza” e “distinzione” come atto di “discriminazione”, “FONDATO” automaticamente e implicitamente “sulla superiorità o sull’odio nazionale, religioso o razziale”. E’ inoltre antidemocratica in quanto tende a criminalizzare sistemi di pensiero e idee che affermano principi di identità, appartenenza e diversità. Infine, consente processi alle intenzioni, negando ogni valore alle dichiarazioni degli imputati a favore della molteplicità delle culture e delle etnie, come risulta dagli atti processuali fin qui acquisiti.

    È per tutti questi motivi che la battaglia intrapresa da associazioni e comitati – giusto per citarne uno, il “comitato libera-mente” – è una battaglia a favore e a difesa della LIBERTA’, attaccata da quello che può essere considerato in tutto e per tutto un vero mostro giuridico. Un mostro giuridico che, per altro, viene applicato, con assoluta prontezza e rigore, a senso unico. Ovvero solo ed unicamente verso quei movimenti (politici o culturali) o verso quei singoli ITALIANI che si richiamano idealmente ai propri valori tradizionali in modo chiaro e limpido. Farò un esempio per spiegare in modo più chiaro quest’ultima considerazione. Nel momento in cui una persona di fede musulmana o magari atea si permette di scagliare in pubblico un Crocifisso cristiano, che so, dalla finestra di un ospedale pubblico, o nel cestino dei rifiuti di una scuola media, non correrebbe alcun rischio di essere processata in base alla “legge Mancino”, nonostante questa sia comunque applicabilissima. Il motivo e tutt’oggi apparentemente ignoto e avvolto nel mistero. E’ invece molto chiaro che chi deve applicare le leggi lo fa con arbitrio e dolo ideologico. E di questi casi, negli ultimi anni, qui in Italia ne sono avvenuti a centinaia. Al contrario, nel momento in cui una persona qualunque, di nazionalità italiana, osasse parlare, magari durante un comizio, o tra degli amici in un pub, oppure con la propria fidanzata, dell’esistenza di grosse differenze culturali tra la civiltà Cristiana e quella, che so, quella Islamica, sostenendo la superiorità della prima – senza per questo voler in alcun modo discriminare la seconda o coloro che si richiamano all’Islam, ma esprimendo semplicemente un proprio parere personale – ebbene, sarebbe immediatamente punibile ai termini di legge grazie all’applicazione della “legge Mancino”. Avviene per ciò che semplici ed onesti cittadini si ritrovino a dover scontare qualche mese di carcere – nelle migliori delle ipotesi – , a dover obbligatoriamente rientrare entro le 20.00 nella propria abitazione, a non avere più il diritto di voto, a dover subire il ritiro della patente automobilistica e tanto tanto altro ancora – per aver solo espresso una propria opinione. E, di casi del genere, ne sono avvenuti e ne avvengono a decine. Tra il silenzio delle istituzioni, tra il silenzio dei mass-media, tra il silenzio dei partiti politici.Un grazie a Massimo Lacerenza che mi ha risparmiato un pò di lavoro.Chiaro che la cosa non finisce qui.Mancino è già stato colpito dalla politica.E la sua Legge BOLSCEVICA E NEORAZZISTA farà la fine che merita.Assieme ai politici che la usano come clava per colpire il libero pensiero, la difesa del diritto negato e il ladrocinio continuato ai danni degli Italiani onesti. E assieme al manipolo di toghe che hanno sostituito alla libertà di giudizio e terzietà L’ARBITRIO E IL DOLO IDEOLOGICO.NOTA INFORMATIVA SU NICOLA MANCINO:Vicino alla corrente demitiana della Democrazia Cristiana, di cui divenne segretario dapprima della provincia di Avellino e poi della regione Campania (di cui fu due volte presidente della giunta regionale) (già questo la dice lunga sul personaggio), fu eletto per la prima volta senatore nel 1976 e da allora è stato sempre riconfermato.

    Capogruppo al Senato della DC durante il Governo De Mita, è stato Ministro dell’Interno dal 1992 al 1994: in questa veste firmò il Decreto per il Riordino della finanza degli enti territoriali DM 504 /1992, decreto che introdusse l’ICI Imposta Comunale sugli Immobili. Firmò anche il decreto che istituiva il reato per istigazione all’odio razziale, che ebbe come conseguenza la chiusura di numerose associazioni di destra come Meridiano Zero.

    È stato rieletto senatore alle elezioni politiche del 2006, per la Margherita (un vero voltagabbana d’alto bordo !). Il 24 luglio 2006 lascia il Senato dopo 30 anni di attività parlamentare perché eletto dal Parlamento in seduta comune come componente del Consiglio Superiore della Magistratura, in seno al quale ha ricoperto l’ufficio di vicepresidente dal 1º agosto 2006 al 1º agosto 2010.Non male per uno Stato che, a parole, si definisce democratico !

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