Siamo tutti Salvini: indagateci tutti, magistrati rossi

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Sono qua, non sono un ignoto. Mi chiamo Matteo Salvini, giornalista professionista in aspettativa, sono ministro dell’Interno. Non sono un ignoto. Se bloccare navi mi comporta accuse e processi, io ci sono”.

Bellisimo. E’ la prima volta nella storia del dopoguerra che abbiamo un ministro dalla parte degli italiani. Forse solo una volta abbiamo avuto un politico pronto a sfidare i poteri forti (nazionali e internazionali) si chiamava Bettino Craxi.

La magistratura – quella rossa rappresentata dal PD delle toghe – è il mezzo attraverso il quale la Sinistra vuole governare senza consenso popolare.

La sola idea che un procuratore si permetta di indagare un ministro perché mette in pratica le politiche sull’immigrazione votate dagli italiani, è un attacco al cuore della democrazia. Il procuratore di Agrigento sta portando avanti, indagando contro ignoti perché non hanno le palle di scrivere ‘Salvini’ (conoscono le conseguenze a livello popolare), è un gesto eversivo.

Sappiano, i componenti della magistratura rossa, che su quella banchina, insieme a Salvini, ci siamo tutti noi. Siamo tutti Salvini.

Se indagano lui: devono indagarci tutti.

A bloccare lo sbarco dei clandestini della Diciotti siamo tutti noi che per anni abbiamo dovuto guardare l’Italia stuprata da un branco di politicanti non eletti dal popolo, guardarli mentre trasferivano in Italia mezza Africa perché c’era la guerra in Siria. Perché i quarantenni erano minori. Perché ce lo chiedeva l’Europa. Perché le coop, in realtà, dovevano incassare i soldi da girare ai partiti di quel fottuto governo abusivo.

Ogni azione contro Salvini, non sarà senza conseguenze. Perché la rabbia che avete visto ai funerali di Genova, diverrà furore. Diverrà qualcosa che non potrete controllare. Perché ogni azione contro Salvini, sarà un’azione contro di noi. PerchéNoi siamo tutti Salvini.




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