Salvini contro l’ammiraglio del PD: verso rimozione

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La decisione di chiudere i porti alla nave Diciotti, con 177 clandestini a bordo, è un segnale preciso che il ministero dell’Interno invia alla Guardia costiera italiana.

La frase detta da Salvini: “Sto verificando che anche i nostri uomini facciano ciò che devono fare“, è di una gravità inaudita. Svela uno scontro tra gli eletti dal popolo e quello che può essere definito il ‘deep state’. Non ci riferiamo, ovviamente, ai semplici marinai della Diciotti, che pure potrebbero palesare un qualche disagio verso i loro superiori, ma a chi li comanda.

L’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante generale delle Capitanerie di Porto a cui la nave militare fa capo. Sono ormai due mesi che Pettorino aggira le indicazioni che arrivano dal Viminale. Non solo. Il comandante, più di una volta, ha rilasciato interviste e dichiarazioni che sconfessano nettamente la linea del governo.

Questo è intollerabile.

La Guardia costiera non dipende dal Viminale, ma dal ministero dei Trasporti, ma dalle dichiarazioni di oggi da parte di Toninelli, sembrerebbe più il contrario: lui che dipende da loro.

Salvini ha chiesto alla Guardia costiera di essere avvertito in anticipo in merito a tutte le operazioni: perché è lui che decide se i porti sono chiusi o meno.

Cosa che, puntualmente, non è avvenuta. Nemmeno mercoledì notte, quando la Diciotti è andata a pesca in acque di competenza maltese.

«Non c’era bisogno di inviare informazioni in anticipo», la spiegazione arrivata al Viminale, perché l’imbarcazione si trovava in condizioni di evidente pericolo.

Un atteggiamento di totale autonomia che starebbe innervosendo anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, con cui Salvini si sente praticamente ogni giorno. L’irritazione nei confronti di Pettorino ha raggiunto livelli di rottura tanto che sarebbe allo studio la sua sostituzione.

E che aspettate, ci chiediamo noi. Pettorino è stato nominato l’ultimo giorno utile prima delle elezioni dal ministro del disastro di Genova, Delrio: è possibile tollerare la sua presenza in un ruolo chiave come l’attuale?

No.

Questo governo può andare avanti solo se elimina tutte le resistenza al cambiamento. La burocrazia è invasa da elementi cancerogeni lasciati come vietcong dai governi precedenti: nessuna pietà. O noi, o loro.




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