Coi soldi spesi per l’accoglienza il PD poteva costruire 200 ponti nuovi

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“La dimensione è epocale – spiega il direttore del 118, Francesco Bermano – decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto e chi è rimasto incastrato sotto le macerie”. Forse il violento nubifragio, che questa mattina ha colpito Genova, ha causato il cedimento strutturale di una delle colonne all’altezza di via Fillak, nella zona di Sampierdarena, e il conseguente crollo della mastodontica struttura per una lunghezza di almeno 200 metri.

Oggi è crollato l’ennesimo ponte. Ovviamente la responsabilità è di chi ha governato fino a due mesi fa, i ponti non si ristrutturano in 60 giorni.

Ma nei 7 anni che ha avuto a disposizione con i vari governi non eletti che ha guidato, il PD aveva altre priorità rispetto al ristrutturare le nostre infrastrutture stradali e ferroviarie.

Doveva spendere 20 miliardi di euro per mantenere i fancazzisti in hotel.

Con la stessa cifra si potevano ricostruire ex novo almeno 200 ponti autostradali.

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Una cifra mostruosa, eredità delle marchette targate Pd, quelle che tanto piacevano a Saviano e ai media di distrazione di massa.

Venti miliardi di euro: 20.000.000.000

È la spesa totale che l’Italia ha speso per l’accoglienza degli immigrati. Vox aveva fatto il conto mesi fa:

Quasi 200mila immigrati in hotel, spesa sfonda i 5 miliardi di euro!

L’ha rifatto il Tempo. Che ha calcolato come negli ultimi 8 anni i contribuenti italiani abbiano visto uscire dalle loro tasche qualcosa come 19.972.484.000 euro. Un’enormità.

Si tratta di oltre 1.000 euro per famiglia italiana. In pratica ogni famiglia italiana ha pagata una sovrattassa per mantenere i fancazzisti afroislamici in hotel. Intollerabile. Il PD dovrebbe sparire e i suoi membri processati davanti ad un tribunale del Popolo.

I giornalisti e gli intellettuali a cottimo complici anche loro. E poi via, tutti in Siberia grazie a Putin, tanto è lui che finanzia i populisti, no?

A far crescere i costi per l’emergenza immigrazione sono alcune voci di spesa. Attualmente il 68% delle risorse finisce nell’accoglienza, ovvero nei famosi 35 euro a migrante che lo Stato versa alle coop, srl e associazioni per ospitare i richiedenti asilo. Ma non è tutto. Come fa notare il Tempo, ci sono poi “il coordinamento e le operazioni di salvataggio condotte dalla Marina militare e dalla Guardia costiera (18,9% del totale)”. Bisogna inoltre considerare le spese mediche e l’istruzione dei migranti, scontando ovviamente gli 80 milioni che l’Ue ci dà come contentino. Come spiega il Tempo, che ha messo insieme le varie analisi di Def, Corte dei Conti e ministero dell’Interno, il Belpaese ha speso “1,1 miliardi in media all’ anno nel triennio 2011-2013,2 miliardi nel 2014, 2,3 nel 2015, 3,3 nel 2016,4,3 nel 2017 e 4,7 previsti per quest’ anno”. E quest’anno sono già previsti altri 4,7 miliardi, che potrebbero salire a 5,047 miliardi. Salvini permettendo, che vorrebbe tagliare tutte le spese per l’immigrazione.

E poi doveva spendere soldi in un’opera se non inutile certamente non essenziale come la TAV. Invece di sistemare le nostre strade e ferrovie.

Su Twitter il parlamentare della Lega, Claudio Borghi, denuncia: “Il tragico fatto di Genova – scrive – ci ricorda che gli investimenti pubblici di cui abbiamo assoluta necessità sono sotto gli occhi di tutti. Ponti, strade, acquedotti. Anni di possibili manutenzioni rimandate ed accantonate perché non c’erano soldi. Prima la sicurezza degli Italiani”.

E’ infatti inutile che ci giriamo intorno. Le infrastrutture italiane sono obsolete. Serve un grande investimento per rinnovarle. Ci vogliono strutture moderne utili al Paese e agli italiani: ma se spendi i pochi soldi che hai per arricchire le Coop, le Ong e il Vaticano…




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