Politica di destra “suicida” dopo avere denunciato stupro islamico di gruppo

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Willie Dille, politica olandese di 53 anni, consigliere comunale de L’Aia del partito anti-immigrazione di Gert Wilders, è morta. Si sarebbe uccisa pochi giorni dopo avere denunciato, in un video su facebook, di essere stata stuprata da un branco di musulmani.

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Nel video, una Dille sofferente ed emaciata aveva accusato un suo collega consigliere e capo del locale partito islamico di essere il mandante dello stupro, dopo il quale sarebbe stata minacciata di conseguenze se avesse continuato ad opporsi politicamente
all’islamizzazione.

In seguito alla pubblicazione del video, in cui ha anche accusato la polizia di non averla sostenuta, si sono scatenate le inevitabili polemiche. Con gli xenofili ad accusarla di essersi inventata tutto.

A questo, evidentemente, non ha retto. E si è uccisa.

A dirsi convinta delle veridicità delle accuse della donna, dopo la sua morte, oltre ai compagni di partito e familiari, anche la famosa scrittrice olandese di sinistra Natasha Gerson.

Il presunto mandante dello stupro ‘politico’ sarebbe il capo del partito Islam Democraten, che potrebbe essere il futuro nome del PD.

Il sindaco de L’Aia, Pauline Krikke, ha confermato la denuncia di Dille, che le aveva confidato la violenza. E anche respinto i suoi inviti a denunciare ufficialmente per le minacce di rapimento a lei e ai suoi familiari.

Vicenda terribile. Ma dove siamo arrivati?




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