Milano, paura per una ragazza: “Aggredita dal branco di neri sul treno”

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«Ero convinta che mi sarebbero saltati addosso. Tutte le circostanze erano favorevoli a loro: carrozze deserte, io da sola, non avevo nulla per difendermi. Per fortuna sono riuscita a scappare».

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A raccontare al Giorno quello che le è accaduto è la ragazza di 33 anni che lo scorso 9 novembre è stata circondata da un gruppo di africani molestatori sul treno Lecco-Milano Porta Garibaldi.

«Quattro ragazzi di colore», spiega. Tra loro, Onyekachi Craxi Kecious, il richiedente asilo nigeriano 31enne arrestato nei giorni scorsi per violenza sessuale dopo aver cercato di stuprare una ragazza di 25 anni:

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A novembre Craxi Kecious era stato bloccato e denunciato sempre per violenza sessuale, in concorso con un’altra persona, dai carabinieri del Nucleo operativo e del Radiomobile di Monza. Ma, evidentemente, non era abbastanza per rimandarlo a casa sua.

«Erano le 21.30. Ero sul treno Lecco-Milano e ricordo di aver notato questo gruppo di stranieri. Mi ero seduta in un vagone lontano dal loro ma a un certo punto me li sono trovati accanto: uno ha strofinato le sue parti intime sul mio braccio. Forse proprio Craxi Kecious. Ricordo che tutti mi guardavano e dicevano frasi del tipo “ha paura, ha paura”. Io sono rimasta seduta e ho telefonato a mio padre. Credevano che chiamassi la polizia e si sono avvicinati ancora di più. A quel punto mi sono alzata e ho iniziato a correre. Un incubo vedere davanti a me solo carrozze deserte».

«Ho incontrato il capotreno. Gli ho segnalato l’accaduto e l’ho esortato a bloccarli. Lui in un primo momento non voleva intervenire, credo per paura (di essere licenziato da Trenord per ‘razzismo’ ndr…), ma io sono rimasta basita e gli ho detto che avrei potuto denunciare anche lui. Poi, arrivati alla stazione di Monza, il treno si è fermato e c’erano i carabinieri. Sono intervenuti loro: hanno bloccato il branco, solo uno di loro è riuscito a scappare».

Ma non è stato sufficiente. Liberati tutti sono tornati a colpire.

«Avevo preso quel treno per una necessità di quel giorno. Non lo prenderò più di sera e da sola. Alcuni me lo avevano sconsigliato anche allora ma io non pensavo mi sarebbe capitata una cosa del genere. Mi sento vicina a tutte le donne che hanno subito molestie in circostanze simili: esprimo loro tutta la mia solidarietà».

Dopo le denunce, l’iter si è concluso: «Mi è arrivata la notizia di archiviazione. Ma dopo quanto accaduto a Porta Garibaldi mi auguro che il caso non venga chiuso».




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