Ong dichiarano guerra a Italia: “Nostro diritto entrare in porti italiani senza permesso”

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Lo fanno con una lettera in cui avvisano che potranno entrare nei porti senza permesso del governo italiano!

I trafficanti umanitari non ci stanno alla perdita del lucroso traffico di clandestini dalla Libia all’Italia. Così le Ong hanno indirizzato una lettera all’attenzione del presidente abusivo della Repubblica, quel Mattarella che è nel bunker dopo il temibile attacco dei troll russi si Twitter.

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A firmarla tutta la crème della associazioni che fa soldi con il business dell’accoglienza: A Buon Diritto Onlus, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Casa dei Diritti Sociali, CNCA, Emergency, FCEI, INTERSOS, Médecins du Monde Missione Italia, Medici Senza Frontiere e Oxfam.

Quasi tutte queste ong sono finanziate da Soros. Molto sono sotto inchiesta perché i loro volontari si sono ingroppati bambini profughi in cambio di medicine.

La lettera è stata inviata, per conoscenza, anche al responsabile per l’Europa meridionale dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e al Commissario per i diritti umani dell’Unione Europea.

La lettera elenca i vari articoli di convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia secondo i quali – dicono loro – l’assenza di una tempestiva indicazione di un porto sicuro della nostra guardia costiera è violazione del diritto internazionale.

In pratica queste organizzazioni vorrebbero governare l’Italia al posto degli eletti dal popolo.

Poi svelano il loro piano. Secondo loro, in casi di forza maggiore, ovvero i casi in cui le persone a bordo siano minacciate da un grave ed imminente pericolo ed abbiano bisogno di soccorso immediato, l’ingresso della nave battente bandiera straniera è legittimo anche senza autorizzazione. In pratica si preparano ad inventarsi pericoli inesistenti per irrompere nei porti italiani: è una dichiarazione di guerra.

Fosse per noi, invieremmo agenti sotto copertura ad affondarle. Senza immigrati sopra, perché siamo gente buona e moderata.

In qualsiasi caso, comunque, le ONG ricordano che le navi battenti bandiera di un altro Stato hanno comunque il diritto di “passaggio inoffensivo” nelle acque territoriali italiane. Cosa è, questo, se non un atto di guerra?

La lettera poi cita altre bizzarrie e il divieto di espulsione collettiva previsto sempre dalla CEDU e il diritto di accedere alla procedura d’asilo sancito dalla Convenzione di Ginevra. Che è una convenzione obsoleta nata in un periodo storico totalmente diverso. E comunque è un problema superato: non siamo noi ad riportare in Libia i clandestini, lo fa la Marina libica con le nostre navi. Grande Salvini.

Le ONG concludono dicendosi “sconcertate e preoccupate” rispetto al comportamento tenuto, fin qui, dal governo.

Beh, abituatevi. La pacchia è finita. Anche per voi.

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