Emergenza: Big Tech vuole censurare Internet

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Le multinazionali del web, quelle che da oggi chiameremo ‘BigTech’ sono una minaccia alla libertà dei popoli e degli individui

Un virulento attacco alla libertà di espressione su internet. Come abbiamo scritto, ieri Alex Jones e la sua InfoWars sono stati banditi da quasi tutti i social in un atto coordinato di censura.

Visto che Facebook-Apple-Google di fatto controllano praticamente tutto il traffico social, questo equivale ad una censura di Stato. Una violazione evidente del Primo emendamento della costituzione americana.

Quello che sta avvenendo dovrebbe preoccupare tutti, perché l’obiettivo della sinistra globale è quello di eliminare il dissenso. Un dissenso che, paradossalmente, è maggioranza.

Fino alla nascita di internet, il potere globale che controlla le leve dell’informazione in Occidente, poteva permettersi di fingere una sorta di libertà: che non è mai esistita, perché i cittadini ne erano esclusi, e i differenti media erano sfumature della stessa ideologia.

Con internet la maschera è caduta. L’informazione non è più controllabile, e così non possono più permettersi nemmeno di fingere.

Per decenni abbiamo vissuto, molti di noi senza comprendere, legati ad una catena. Abbastanza lunga da rendere l’illusione di una libertà che non c’è mai stata.

Per un po’ hanno tollerato, poi è arrivata la vittoria di Trump. In quel momento hanno compreso che non possono più permettersi neanche di fingere. Perché se i cittadini sanno, votano populista.

Quando un mese prima delle elezioni italiane le pagine facebook di Vox sono scomparse, era solo l’inizio di una purga che ora, a tre mesi dalle elezioni di medio termine americane, ha colpito Alex Jones.

L’idea dei giganti di Silicon Valley è di agire come agivano i censori sovietici e di ogni altra dittatura: eliminare le voci che collidono con la loro visione del mondo. Che è un mondo globale senza frontiere: con masse di schiavi low-cost a loro disposizione.

La censura di InfoWars è un attacco diretto alla libertà del web. Perché è arrivato in modo concertato: un cartello di miliardari si è riunito e ha deciso che internet non è più libera e che sono loro a decidere cosa può essere o non essere diffuso.

Voi direte, sono società private e possono decidere chi eliminare dalle loro piattaforme: sbagliato! Qui siamo in presenza di un monopolio, eliminare qualcuno da un monopolio significa eliminarlo tout-court, e questo è illegale.

Ora la palla passa al presidente Trump. Perché come Salvini in Italia, è lui l’obiettivo politico di questa crociata contro la libertà della rete: deve agire, imponendo al monopolio facebook-google-apple il rispetto del primo emendamento.

E in Italia è tempo che il governo populista si attivi: abbiamo una cazzo di Costituzione, non è possibile che società private possano aggirarla cacciando dalle loro piattaforme chi pare a loro per motivazioni meramente politiche.

Se i governi liberi non interverranno, internet come l’abbiamo conosciuta non esisterà più. Esisterà come spazio di divertimento (e rincoglionimento) ma non più come forum di idee e brodo primordiale di movimenti politici.

E questo piace ai miliardari di silicon valley: loro vogliono un internet ‘cinese’.

Nel frattempo:

Così ci vogliono spiare

Posted by Il Giornale on Tuesday, August 7, 2018




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