Smantellata rete di profughi spacciatori, 13 arresti: magistrato li giustifica

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Smantellata rete di profughi spacciatori a Genova: 13 arresti

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Secondo gli investigatori, gli africani presi con il cosiddetto “arresto ritardato” avevano creato una catena di montaggio ben organizzata per la vendita della droga.

Infatti, c’era il corriere, la vedetta, il depositario, il pusher e il sistema organizzativo gestiva centinaia di cessioni di crack, hashish, marijuana gestite da africani, tra cui molti richiedenti asilo.

Ed è polemica per le dichiarazioni del magistrato rosso : “I richiedenti asilo che non vengono impiegati in attività e programmi di integrazione finiscono per spacciare droga”. E’ il bizzarro commento del procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, a seguito della maxi operazione antidroga compiuta dalla polizia nel Centro storico che ha portato all’arresto di 13 giovani pusher stranieri, di cui 6 risultano richiedenti asilo.

“Abbiamo notato – ha aggiunto Cozzi – che nel caso di richiedenti asilo ospitati in centri per migranti che non li impiegano in attività di integrazione vi è più propensione a finire per spacciare droga. Ci sono centri ‘buoni’ e altri senza programmi. Le attività sono il migliore deterrente per i reati”.

Non diciamo cazzate buoniste da magistrato ‘democratico’.

“È inammissibile pensare che nel nostro Centro storico possano crearsi delle ‘catene di montaggio’ dello spaccio di droga. Il problema è acuito dal fatto che, come dimostrato dalle registrazioni delle telecamere e da quanto riferito dalla Procura e Forze dell’ordine, questi racket sono formati anche da giovani richiedenti asilo, che rispondono all’accoglienza portando illegalità”.

Lo ha dichiarato ieri Lorella Fontana, capogruppo della Lega in Comune a Genova, a seguito della maxi operazione della polizia nel Centro storico e delle successive dichiarazioni del procuratore capo Francesco Cozzi.

“Trovo fuori luogo la tesi per cui, non venendo impiegati dai centri di accoglienza, questi richiedenti asilo si troverebbero ‘legittimati’ a compiere attività illecite. La pretesa che debbano venire impiegati in qualche attività, appare una beffa ai milioni di italiani rimasti da tempo senza lavoro. Lo Stato non può, e soprattutto non deve, diventare un centro di collocamento per i migranti economici. Questi fatti ci confermano che avevamo ragione ad essere scettici nell’includere richiedenti asilo, di cui nulla si sa, nel progetto di aiuto agli anziani nell’ambito del Piano Caldo”.

“Quanto riportato oggi dalle cronache liguri – ha aggiunto il capogruppo regionale leghista Franco Senarega – è preoccupante. La scoperta di una ‘catena di montaggio’ dello spaccio di droga, sgominata dalle Forze dell’ordine che non finiremo mai di ringraziare, ha portato all’arresto di una banda di 13 persone tra i 20 e i 30 anni provenienti da Senegal e Gambia, 6 dei quali richiedenti asilo.

Non è questa l’immigrazione che vogliamo e questo concetto di ‘accoglienza’ decisamente non ci appartiene.

Nessuna giustificazione per chi non rispetta le regole. Essere ospitati da strutture che non li impiegano non rappresenta una scusante per compiere attività illecite.

Secondo questa tesi, che non condividiamo, cosa dovrebbero dire i milioni di italiani disoccupati e da tempo in cerca di un lavoro? Se qualcuno pensa di venire nel nostro Paese per spacciare droga e violare le leggi, si sbaglia di grosso e non è il benvenuto”.




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