La Tavolata multietnica di Saviano pagata dai contribuenti

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«La tavolata antirazzista al Sempione? Una festa dell’Unità sponsorizzata dalle società partecipate del Comune (Amsa e Mm) e che ha potuto occupare mezzo parco senza sborsare un euro di Cosap».

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Fabrizio De Pasquale, consigliere di opposizione al Comune di Milano, ha scoperto che la maxi tavolata multietnica a cui hanno partecipato quasi diecimila immigrati più qualche cuckold, è stata pagata dai cittadini. Non dagli sponsor.

«Da prendere nota che l’iniziativa non avrà costi per le casse comunali», aveva assicurato il Pd.

Il consigliere ha ricevuto la risposta all’interrogazione nella quale chiedeva conto di chi avesse pagato la ‘tavolata’ per i fancazzisti. La risposta:

«Nessun contributo del Comune – conferma – è stato versato alla manifestazione» e l’amministrazione «non ha sostenuto nessuna spesa per il servizio Amsa all’interno del parco comprensivo di bagni chimici, pulizia, spazzamento e raccolta rifiuti (svolta dai 370 volontari presenti), posa di transenne e smaltimento rifiuti». I costi per la vigilanza e la sicurezza «sono stati frutto di un accordo tra i soggetti proponenti, questura, prefettura e polizia locale». Per quanto riguarda le autorizzazioni, «essendo Kamba associazione a scopo di lucro – prosegue -, gli è stato applicato il tariffario del Regolamento Cosap che prevede l’esenzione per l’occupazione del suolo». È stata applicata quindi solo la Tarig (tassa rifiuti giornaliera) pari a 280,18 euro ed è stato richiesto un deposito cauzionale di 10mila euro che verrà svincolato dopo la verifica che nessun danno sia stato recato al parco. La manifestazione in compenso «dietro richiesta dei soggetti proponenti ha ricevuto sponsorizzazione da parte di Amsa e Mm», quindi aziende partecipate o controllate dallo stesso Comune.

«La kermesse, a partire dal comizio del sindaco, è stata di stampo politico, una festa dell’Unità mascherata – polemizza De Pasquale – ma i costi della sicurezza sono stati a carico della questura, quindi dei cittadini. E le società del Comune hanno sponsorizzato i servizi».

Quindi hanno pagato sia i contribuenti italiani – questura – che milanesi attraverso le partecipate. Per non parlare dei costi della scorta di Saviano, che si presentò alla festa dell’Unità mascherata con un corteo di auto degno di un capo di Stato.




Un pensiero su “La Tavolata multietnica di Saviano pagata dai contribuenti”

  1. Nell’ultima occasione, non avrei mai pensato che i milanesi – beh, diciamo gli abitanti a Milano – avrebbero rieletto i sinistronzi alla guida della città capoluogo della regione leader d’Italia.
    Invece è andata così.
    Quando si dice: “Andarsela a cercare”…
    Possiamo solo sperare che già dalle.elezioni europee 2019 i più di costoro ‘scendano dalla pianta’ dei diversamente abili (per secoli a dire ‘handicappati’ non c’era nulla di male né di offensivo – Treccani docet- ma ora, con questa geniale definizione, le persone che hanno questo problema si sentono molto più realizzate, vuoi mettere la soddisfazione?) e ritornino a ragionare sul concreto e non sulle filosofie del caxxo senza pensare alle immancabili conseguenze.

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