Dirigente Cgil vendeva cittadinanze italiane a immigrati

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Ben 116mila euro sequestrati ieri nell’ambito di un’operazione che ha svelato un giro di mazzette che aveva come vertice l’ufficio cittadinanza della prefettura di Reggio Emilia.

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A capo dell’organizzazione Sonia Bedogni, dirigente della prefettura emiliana ed esponente della Cgil.

La donna, posta agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione, in cambio di soldi velocizzava le pratiche di richiesta di cittadinanza e alcune pratiche venivano accelerate anche se prive della documentazione necessaria.

Fossimo in Salvini, ne approfitteremmo per bloccare l’esame in corso di tutte le richieste. Poi, ovviamente, serve una legge che abolisca quasi del tutto la possibilità di richiederla: perché essere italiani è questione di sangue, non di residenza.

Insieme alla donna, esponente della Cgil , sono finiti agli arresti, questa volta con l’accusa di intermediazione in corruzione, due fratelli “italiani” – di origine pakistana, probabilmente regalata dalla sindacalista rossa – titolari di un’agenzia di pratiche per cittadini stranieri di Guastalla, paese della provincia reggiana. Nei guai anche un’altra donna, di origine marocchina, che forniva ai richiedenti assistenza di tipo amministrativo.

Ci stanno svendendo.




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