“Vieni da noi”, Salvini blocca lo spot voluto dal PD

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Una rivoluzione anche culturale, prima che politica. Salvini ha firmato la revoca su un impegno di spesa pari a 3 milioni di euro relativo alla gara per una campagna di comunicazione volta ad attirare immigrati in Italia.

Il progetto, una vera e propria campagna pubblicitaria concepita dal precedente governo, era stato concepito per invogliare l’arrivo in Italia degli immigrati. Criminali.

Matteo Salvini l’ha bloccato: il documento del ministro, denominato «determina di revoca gara 1» elimina il progetto per «la necessità di dare corso ad un processo di riorganizzazione e di riallocazione delle risorse del Fondo asilo e immigrazione (Fami) da destinare a iniziative di comunicazione, anche mediante la creazione di economie di scala utilizzando singoli professionisti in possesso di qualifiche specifiche».

La campagna, inutile dirlo, ci sarà, ma sarà opposta a questa: sarà sul modello del “No Way” australiano e informerà gli aspiranti clandestini che in Italia la pacchia è finita.

Pensate che il governo precedente, invece, ha speso oltre 20 milioni di euro per pubblicizzare ai clandestini l’Italia come punto d’approdo. Un altro milione e passa i servizi di supporto ai cosiddetti Centri territoriali per l’immigrazione e prima ancora di sostegno: tutto per altri 2 milioni.

A questi impegni bisogna sommare anche i costi per la gestione del desk con tanto di sviluppo software (ossia raccolta dati) per ulteriori 4 milioni elargiti nell’ultimo biennio a Cittalia, la fondazione dell’Anci, ossia l’Associazione nazionale comuni italiani gestita di fatto dal Pd.

Quella di Salvini è una svolta culturale. Non si chiudono solo i porti, si dismette anche la propaganda masochista messa in campo dalla sinistra.

E poi, presto toccherà alla Rai.




2 pensieri su ““Vieni da noi”, Salvini blocca lo spot voluto dal PD”

  1. Credo di più che sia la finestra di Overton, non credo che Salvini abbia le doti e la forza per cambiare realmente il corso degli eventi, gli lasciano fare il minimo perché il popolo possa credere che qualcosa sta cambiando. C’è bisogno di una vera e reale coscienza collettiva che capisca ai giorni nostri cosa è giusto e cosa è sbagliato, che capisca i gravi danni che sta causando il liberismo e che Uniti si muovano per cambiare il mondo. Non esiste lider senza popolo e non esistono cambiamento senza popolo. O ha la forza di agire per cambiare e quindi convincere il popolo a sorreggere e seguirlo o il popolo si deve attivare.

  2. Grandissimo Salvini! Italiano per gli italiani, per Bruxelles e per l’Ong Trust!
    Alla “Finestra di Overton” è contraltare l’intramontabile constatazione: “Ad ogni azione – ipocrita quanto pelosa! – risponde una reazione”, magari lenta all’inizio, causa torpore di troppi, ma poi una slavina.
    Avanti tutta, e tutti, con Matteo!!

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