Salvini cita Cesare, Strada invoca i “caschi blu” per rimuoverlo

Condividi!

“Tanti nemici, tanto onore!”, scrive Salvini provocando di gusto il PD con una frase di mussoliniana memoria. Ma non inventata dal Duce.

E infatti, ci sono subito cascati, con la pargola di chi pagava per traghettare clandestini in Itali che chiede – non ridete – l’intervento dei ‘caschi blu’:

Invoca l’intervento armato di militari stranieri sul suolo italiano sarebbe illegale, no magistrati? Soprattutto da parte di chi guida una multinazionale che gode degli introiti del 5 per mille. Forse il governo dovrebbe rivedere questo privilegio.

Ma il delirio dei radical chic è troppo divertente:

In nome di un bizzarro concetto di democrazia si appellano ad uno nominato da un Parlamento incostituzionale per rimuovere il più votato dagli italiani. Fate pace col cervello.

VERIFICA LA NOTIZIA

In realtà non è neanche la prima volta che Salvini utilizza questa frase, he poi è una frase di di semplice buon senso: il leader della Lega la utilizzò almeno un’altra volta, nel febbraio 2015, riferendosi alle critiche dei buonisti su di lui che sottolineava che c’erano italiani in povertà mentre lo Stato pagava gli alberghi ai clandestini. La frase, essendo di sicura efficacia, è stata utilizzata da molte persone, ed è erroneamente attribuita a Giulio Cesare, come molti altri motti del Duce. Ma non è neanche sua. Questa bella frase è quasi certamente stata inventata da un uomo che di nemici nella sua vita ne ebbe davvero tanti: il condottiero tedesco Georg von Frundsberg (1473-1528), ovviamente sconosciuto in Italia. Era un generale del Sacro Romano Impero della nazione tedesca che combatté per la casata Asburgo, e in particolare per l’imperatore Massimiliano I. Tutta la vita Georg la trascorse combattendo quasi ininterrottamente per gli Asburgo, soprattutto in Italia. Sembra che proprio a Vicenza, combattendo contro i veneziani nella battaglia di La Motta, veneziani che erano in numero soverchiante, il condottiero disse al suo servo che gli aveva fatto notare la sproporzione: “molti nemici di von Frundsberg, molto onore!”. Era il 1513.

Oggi c’è una statua in suo onore al Museo militare di Vienna, voluta da Francesco Giuseppe, e durante la Seconda Guerra Mondiale una divisione Waffen SS ebbe il permesso di fregiarsi del titolo di Frundsberg. Il condottiero tedesco è stato dimenticato, ma la frase è rimasta, così come sono rimaste e sono state utilizzate le frasi inventate dagli Arditi durante la Grande Guerra, motti ripresi da Mussolini e rilanciati per la loro validità e per il messaggio di cui erano portatori. Tra queste, “Chi si ferma è perduto”, “Meglio un giorno da leone che cento anni da pecora”, etc. Insomma, le frasi, i motti, gli slogan si direbbe oggi, raramente appartengono alla persona che li ha resi famosi, ma il merito di Mussolini e di altri leader è certamente quello che di aver valorizzato quei concetti che toccano le corde emotive dell’uomo e che in definitiva sono valori eterni. Tornando a Salvini, siamo pronti a scommettere che la bufera per il suo utilizzo di certe espressioni continuerà. Ma scommettiamo anche che Salvini, per rimanere nella metafora, “se ne frega”. P.S: anche questo era un motto degli Arditi della Grande Guerra…




Lascia un commento