Orban contro immigrati: “Riportiamoli in Africa”

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Sarà il “grave tema comune dell’immigrazione” a dominare le elezioni europee del prossimo anno, prevede il premier ungherese Viktor Orban, che invita i partiti della destra europea a “concentrare tutta la nostra attenzione sulle elezioni europee del 2019”.

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Parlando in Romania ai rappresentanti della minoranza magiara, Orban ha descritto la sua visione di democrazia, definita “cristiana”.

Una forma di democrazia che rifiuta il multiculturalismo e l’immigrazione e abbraccia i valori dell’identità cristiana dell’Europa.

Proprio per questo la Commissione Ue ha deciso di deferire l’Ungheria e il suo governo alla Corte di Giustizia dell’Ue: vede la legge anti-Soros e il mancato rispetto del diritto Ue nella sua legislazione in materia di diritto di asilo e di rimpatri come fumo negli occhi.

Inoltre, ha inviato a Budapest una lettera di messa in mora, il primo stadio della procedura di infrazione, per la nuova legge definita Stop Soros, voluta proprio da Orban, che condanna le attività in sostegno dell’immigrazione e limita il diritto di chiedere asilo nel Paese.

E Orban ironizza in un’intervista alla Bild spiega: “Se facessi una politica sui rifugiati come la vostra cancelliera, la gente mi caccerebbe dal mio incarico il giorno stesso”. Per Orban, “la politica di immigrazione non è materia comune della Ue. È una questione nazionale di ciascuno stato membro. E’ dal 2015 che si fanno tentativi di farne una questione comune. Sono falliti”, ha detto Orban al tabloid tedesco.

Per il premier ungherese, i confini esterni della Ue dovrebbero essere chiusi per i migranti: “Nessuno dovrebbe entrare o restare”. E, ha aggiunto, “ogni persona salvata dovrebbe essere riportata in Africa”.




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