Sicilia, ospedali al collasso ‘grazie’ agli immigrati clandestini

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«Gli immigrati clandestini incidono fortemente sulle risorse della sanità regionale».

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Lo si legge, nero su bianco, in un documento ufficiale della Regione siciliana, in particolare nella delibera approvata dalla giunta del governatore Nello Musumeci che accompagna il riordino della rete sanitaria.

Nelle pagine che introducono il tema, presentando il contesto generale dell’attuale rete sanitaria, si legge: «Si rappresenta che la Sicilia è sede di cospicui sbarchi di immigrati clandestini necessitanti di assistenza e cure primarie e di ricoveri ospedalieri che incidono fortemente sulle risorse della sanità regionale e con un trend crescente».

Protesta il deputato PD Claudio Fava: «Ci sembra una caduta imbarazzante di stile e di verità provare a giustificare squilibri e carenze del sistema accusando non meglio specificati “migranti clandestini” di incidere “fortemente” sulle risorse della sanità regionale. Il segno dei tempi si legge anche nell’involuzione dei linguaggi».

Già sotto il governo Crocetta, il dipartimento aveva chiesto al ministero della Salute di valutare un aumento dei posti letto concessi alla Sicilia per sostenere l’impatto sanitario degli stranieri che sbarcano nell’Isola.

Nella delibera approvata dalla giunta si fa riferimento «all’occupazione di posti letto da parte di migranti» che, «di fatto determina un’indisponibilità delle risorse necessarie ad abbattere, o quantomeno a ridurre, la mobilità passiva».

«Si propone – si legge ancora nella delibera della giunta Musumeci – di conseguenza di aumentare il numero complessivo di posti letto fino al raggiungimento dello standard di tre ogni mille abitanti, compensando in tal modo la mobilità passiva con quella attiva determinata dall’occupazione dei posti letto da parte degli immigrati».




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