Bonino vuole porti aperti: “In Italia c’è posto”

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Potremmo fare battute cattive, dicendo che gli ultimi neuroni che aveva, se ne sono andati via con la chemio insieme al cancro. Ma non sarebbe vero. Bonino i neuroni li ha, il problema è che li ha affittati a Soros.

Emma Bonino, leader del micropartito “Più Europa“, in un’intervista ad un giornale di estrema sinistra, spiega, dimostrandosi piuttosto distratta, non si possono chiudere i porti ai migranti, né procedere ad espulsioni di massa per gli stranieri presenti sul nostro territorio.

Forse negli ultimi due mesi era in vacanza. Poi viene la parte comica.

«Il posto c’è e va assegnato – strilla Bonino smentendo il nuovo presidente dell’Istat -. È una questione di necessità: gli stranieri servono per mantenere gli equilibri dei Paesi. Succede negli altri Paesi Ue, come Francia e Germania. E serve anche in Italia. Questo è un punto. Almeno 100mila persone, di cui moltissimi giovani, se ne sono andati a cercare lavoro all’estero. Siamo sempre di meno. I respingimenti collettivi – aggiunge – non si possono fare, anche se l’Italia sta cercando in tutti i modi di farli. E i rimpatri, come è noto, sono molto meno facili. Prevedono la necessità di fare accordi con gli Stati d’origine. E al momento l’Italia ha accordi solo con Nigeria, Tunisia, Marocco e qualcosa con l’Egitto».

Quindi secondo il suo bizzarro ragionamento, non dobbiamo trattenere cervelli italiani, ma importare per sostituirli analfabeti africani da sfruttare. Non fa una piega.

Sulle espulsioni di massa vi rimandiamo al nostro articolo:

Possiamo espellere 114mila clandestini l’anno: ponte aereo costerebbe solo 80 milioni di euro




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