Macerata, finito ‘effetto Traini’: profughi nigeriani tornano a spacciare

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Aveva ingoiato cinque ovuli di eroina, il nigeriano di 28 anni fermato lunedì alla stazione ferroviaria di Macerata. Dopo lo strazio di Pamela, ci sono ancora nigeriani a Macerata: e questo è incredibile.

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Alla vista dei poliziotti lo spacciatore aveva tentato di fuggire: non riuscendoci, si era ribellato al controllo (tre agenti hanno riportato lesioni) ed era stato bloccato a terra dagli agenti, mentre venivano perquisiti i due che erano in sua compagnia. Perché le bestie si muovono sempre in branco. Un quarto del gruppo invece era riuscito a scappare.

Il 28enne, poi, è stato portato in ospedale: con un’ecografia si è vista la droga ingerita, così il giovane ha dovuto prendere dei lassativi e gli involucri con l’eroina sono stati recuperati dalle feci.

Ci vuole una legge: ai nigeriani che trasportano ovuli nello stomaco va sigillato il culo. Poi li si porta in un luogo isolato e ci si gode lo spettacolo. Meglio loro di una ragazzina italiana.

Il 28enne è stato arrestato per spaccio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. È stato portato in carcere, mentre l’amico è stato denunciato: alla vista dei poliziotti aveva gettato via una dose di eroina.

I tre, manco a dirlo, sono tutti richiedenti asilo: come Oseghale e i suoi complici. Nulla è cambiato, a quanto pare.

«La gente scappava via, si sentiva un gran trambusto – spiega Fabrizio Compagnucci, che gestisce l’edicola della stazione, in riferimento all’episodio di lunedì –. Qui ci diamo una mano a vicenda, anche con i tassisti, la biglietteria, il bar».

«I poliziotti hanno iniziato a perquisire quei giovani – racconta Victor Alonso, tassista –, prima hanno fatto togliere loro i calzini, poi le scarpe. A un tratto viene fuori che uno di loro nascondeva la droga proprio nel calzino, e da lì è iniziata una lotta con la polizia».

«Alla stazione non verrei mai la sera da sola – sottolinea Giulia Pappani, studentessa universitaria –, quando fa buio cerco di evitare posti che possono essere pericolosi. Dopo la sparatoria di Traini comunque, in stazione si respirava un clima pesante, molto teso, e gli stranieri sembravano parecchio allarmati».

Poi l’effetto Traini è finito. E i nigeriani sono tornati alla normalità.




Un pensiero su “Macerata, finito ‘effetto Traini’: profughi nigeriani tornano a spacciare”

  1. Guarda un po se puo essere possibile che una ragazza Italiana che vive in Italia debba dire; io all inbrunire in quei posti non ci vado da sola; che dobbiamo spiegare sono posti in pienissimo centro non si parla di periferie e questo perché delle MERDE di politici Italiani buonisti con i loro “”intellettuali e giornalisti sinistroidi ha lasciato che tutta questa merda di gentaglia potesse venire in Italia cosi loro ed i loro compari avrebbero potuto arricchirsi.

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