Corte Europea dei diritti dei Rom sospende sgombero campo nomadi

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E’ incredibile che l’Italia si sia impegnata a rispettare le sentenze di una corte sovranazionale di fatto piena di magistrati di sinistra appartenenti ad associazioni finanziate da Soros, a cui altre associazioni finanziate da Soros fanno ricorsi sapendo di vincerli

La famigerata Corte Europea per i Diritti dell’Uomo sospende lo sgombero del Camping River, campo nomadi in via di chiusura a Roma, fino al 27 luglio chiedendo alle istituzioni di indicare le soluzioni alloggiative alternative al campo. Avete letto bene: i parrucconi europei esigono case per gli zingari abusivi.

Il Campidoglio, invece di mandare affanculo la ridicola corte, sta già producendo tutta la documentazione “in cui – fa sapere – si certificano le numerose e reiterate offerte alloggiative, di inclusione abitativa e lavorativa, fatte a tutti gli abitanti”.

Il fatto è che, nonostante le demenziali proposte, gli zingari non vogliono lavorare ed esigono case private.

“Ci mancava il buonismo della Corte europea per i diritti dei Rom”, scrive il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini su twitter:

La decisione, divulgata dall’associazione 21 Luglio, notoriamente finanziata da Soros, arriva in seguito al ricorso di tre zingari del campo supportati dalla stessa associazione di Soros. Lo sgombero definitivo del campo era atteso dopo un’ordinanza sindacale, ma già in passato erano state avviate alcune azioni per liberare l’area tra cui la rimozione dei moduli abitativi comunali, che aveva suscitato diverse polemiche. Lo sgombero era previsto per oggi, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell’ordinanza firmata dalla sindaca Raggi.

Ma sentiamo la demenziale dichiarazione del presidente della suddetta associazione sorosiana, tal Carlo Stasolla, “era già iniziata, dal 21 giugno, la distruzione di 50 moduli abitativi di proprietà del Comune. Una soluzione lesiva dei diritti degli abitanti, che però non si sono allontanati dal campo”.

“Le tre persone rom ricorrenti, hanno vissuto per alcuni anni nell’insediamento di Camping River in cui attualmente risiedono circa 300 persone, esclusivamente rom, segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati”, sottolinea la 21 luglio che “accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l’importanza per una profonda revisione del ‘Piano rom’ e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell’insediamento”.

La Corte Europea dei Diritti dei Rom, non è una corte Ue, è una corte alla quale il governo italiano ha aderito e si è impegnato a rispettarne le sentenze. Il motivo è ovvio: la sinistra vuole governare attraverso i giudici, per questo si inventa corti sovranazionali che impongono ai cittadini l’agenda pro-invasione.

Il governo italiano ritiri la sua adesione a questa oscena corte sovranazionale. Siamo o no una democrazia?

Per quanto tollereremo che giudici stranieri decidano per noi? Per quanto permetteremo loro di imporci di dare le nostre case agli zingari?




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