Salvini taglia l’accoglienza ai migranti: addio paghetta

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Salvini ha firmato la direttiva che taglia i servizi per l’accoglienza dei richiedenti asilo con l’obiettivo di limitare le spese. Quello finale è, ovviamente, azzerarle.

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Il nuovo modello prevede servizi diversi in relazione allo status. In concreto la direttiva individua due livelli di prestazioni: a tutti i richiedenti asilo saranno assicurati i servizi assistenziali di prima accoglienza (“alloggio, vitto e assistenza sanitaria”), mentre gli altri interventi (aiuti per la ricerca della casa, corsi di italiano, formazione professionale ecc) saranno riservati esclusivamente a chi ha ottenuto asilo, ai veri profughi.

Una svolta. Non si poteva chiedere di più in così poco tempo.
Basti pensare che solo oggi avevamo richiesto un intervento in questo senso al ministro:

Corsi gratuiti (pagate voi) da farmacisti per i profughi

Un vero e proprio cambiamento, visto che il 94% dei richiedenti non è, in realtà, un vero profugo.

C’è poi la collaborazione con l’Anac (anticorruzione), cui è stato chiesto di individuare sulla scorta dei prezzi standard di riferimento e di creare un nuovo capitolato per la fornitura di beni e servizi, “comprensivo degli schemi di bandi tipo a cui dovranno attenersi i prefetti nella predisposizione delle gare di appalto di competenza”. I pasti a Nord e a Sud e tra una struttura e l’altra dovranno dunque far riferimento a questi prezzi standard, evitando sprechi o furberie. In questo modo, è il ragionamento di Salvini, dovrebbe abbassarsi la base d’asta che oggi è fissata a 35 euro al giorno a immigrato.

Per questo oggi è stato firmato un accordo tra Viminale e Anac. L’iniziativa è stata presa dal Ministero dell’Interno che ha chiesto all’Anac guidata da Raffaele Cantone un supporto per controllare i bandi per la fornitura di beni e servizi per l’accoglienza dei migranti. Come raccontato dal Giornale in una lunga inchiesta, infatti, spesso nei contratti stipulati dalle prefetture con le varie coop, srl e associazioni si annidano sprechi e sperperi.

In base all’intesa stilata oggi, l’Anac “fornirà supporto tecnico-giuridico per l’elaborazione di bandi-tipo diversificati in base alle varie tipologie di ospitalità previste in Italia”. Una volta che Cantone e i suoi uffici avranno iniziato il loro lavoro, si dovrebbe arrivare ad una standardizzazione deklle procedure, in modo da aiutare le prefetture a fare i bandi e risparmiare qualche soldo.

“Un uso corretto delle risorse non è interesse solo dei contribuenti ma dei migranti stessi, che sono le prime vittime di una gestione illecita e spregiudicata dei centri, come hanno dimostrato negli ultimi anni molteplici casi di cronaca e numerose inchieste giudiziarie”, ha detto il Presidente dell’Anac Raffaele Cantone. “Con questo accordo l’Autorità anticorruzione mette a disposizione il proprio know how per evitare che possano verificarsi nuovi odiosi episodi di malversazione”.




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