Ong Open Arms ha lo stesso avvocato che aiutò in Italia terrorista islamico

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Ovviamente non sapeva che fosse un terrorista islamico

Scoop della reporter Francesca Totolo:

La Ong spagnola Proactiva Open Arms, protagonista il 17 luglio di un non chiaro salvataggio a cui è seguita una insolita fuga verso la Spagna, a marzo nominò come difensore l’avvocato catanese Rosa Emanuela Lo Faro, in seguito all’apertura delle indagini presso la Procura di Catania di Carmelo Zuccaro.

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Conosciamo già il seguito dell’inchiesta: l’indagine fu spostata a Ragusa e Giovanni Giampiccolo, Gip e membro di Magistratura Democratica, dispose il dissequestro di Open Arms, la nave della Ong spagnola.

Conosciamo anche la comunanza di valori tra l’associazione di Magistrati, le associazioni finanziate dalla Open Society Foundations di George Soros in Italia e le organizzazioni che operano nel Mediterraneo, come Proactiva Open Arms, che a marzo si è consolidata con la campagna coordinata da Emma Bonino, Welcoming Europe.

Quello che invece non è mai stato divulgato è che l’avvocato Rosa Emanuela Lo Faro, difensore di Proactiva Open Arms e di Sea-Eye, è inserita negli elenchi dell’Ordine degli avvocati di Catania come avvocato membro di ASGI (Associazione per gli studi Giuridici sull’Immigrazione) voluta e finanziata dalla fondazione di Soros.

Altro particolare che non è mai stato divulgato dalla stampa italiana è che, nel 2011, lo stesso avvocato fu la tutrice di Anis Amri, il terrorista della strage di Natale del 2016 a Berlino poi ucciso da un poliziotto italiano a Sesto San Giovanni.

Il terrorista tunisino sbarcò in Italia a febbraio del 2011, assieme alle altre migliaia di tunisini che in quei mesi lasciarono il paese in seguito alla famigerata primavera araba. Quando venne identificato, Anis Amri dichiarò, come molti adulti, di essere minorenne e dunque fu trasferito in un centro di accoglienza per minori in Sicilia.

L’avvocata che oggi difende l’ong Open Arms divenne così tutore del minore che farà strage al mercatino di Berlino Berlino.

Dopo qualche mese di permanenza nel centro il tunisino partecipò ad una violenta rivolta e commise diversi reati. Diventato nel frattempo maggiorenne, venne dunque arrestato, processato e condannato a 4 anni.

Dal carcere, Amri uscì nella primavera del 2015. Ma questa è un’altra storia, la cosa che ci interessa qui è che la stessa persona che difese Amri oggi difende una ong che traghetta altri clandestini come Amri.

Alcuni non imparano. Chi scrive avrebbe rimorsi a sapere di avere aiutato un terrorista islamico che ha ucciso innocenti. E di certo eviterebbe di difendere chi altri potenziali terroristi sta traghettando.

Invece no. Non vogliamo dire che vi siano legami tra i terroristi islamici e le Ong, ma è almeno curioso che lo stesso avvocato difenda entrambi.




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