Il trafficante di clandestini incassa 300mila euro a settimana grazie alle Ong

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Il re del traffico dei clandestini è un immigrato etiope, Ermias Ghermay.

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Sei anni fa è sbarcato in Sicilia come clandestino e ha fatto richiesta d’asilo. Inviato nel lussuoso centro d’accoglienza di Mineo, è diventato il leader nel traffico di essere umani dalla Libia.

La sua base operativa è in Libia ma conta appoggi in tutta Europa e anche in Italia, gli investigatori hanno stimato che il suo giro d’affari si aggira intorno ai 300mila euro a settimana. Grazie alle ong.

Nel suo curriculum criminale [VIDEO] ritroviamo anche il traffico di organi, spesso legato a quello dei clandestini.

L’indagine è stata condotta dalla polizia italiana che, con l’ausilio di oltre 30mila intercettazioni telefoniche e ambientali, ha rilevato la presenza di una rete estesa di trafficanti con a capo l’etiope che sfruttava come base logistica e operativa un negozio vicino alla stazione Termini di Roma. L’attività, una profumeria, raccoglieva in un libro tutti i nomi dei finti profughi trasportati dalla costa libica e fungeva da punto di raccolta di denaro da poi inviare in Libia per oliare il traffico.

Le forze dell’ordine, in seguito a un blitz, hanno sequestrato ben 526mila euro e circa 25mila dollari americani in contanti.

Gli immigrati che erano disposti a pagare una somma maggiore avevano la garanzia di arrivare nel nostro Paese non con il barcone ma grazie alla famigerata legge del ricongiungimento familiare. Ti preghiamo, Salvini: abrogala.

Ghermay ora vive come latitante ed è ricercato in tutta Europa: incredibilmente è ancora in possesso di un permesso umanitario rilasciato dal governo precedente e valido fino al 2019.

Gli investigatori pensano che si trovi in Libia, nella sua roccaforte e centro operativo: è stata identificata una fattoria dove l’uomo nasconde fino a 600 clandestini alla volta prima di farli imbarcare.

Nessuno ci toglie dalla testa che chi incassa 300mila euro a settimana coi clandestini, non ne investa una parte in chi, questi clandestini, poi li traghetta in Italia.

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