Retata in centro accoglienza: i profughi nascondevano la droga

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Quando hanno visto arrivare i primi agenti della polizia locale trevigiana, hanno drizzato le orecchie. Quando invece dal furgone con il lampeggiante è sceso il cane antidroga accompagnato dal suo conduttore, i profughi piazzati come sentinelle hanno fatto partire il tam-tam di allerta e più nessuno è entrato o uscito.

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Ma ormai il blitz contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, orchestrato dal sindaco di Treviso Mario Conte, era partito. Tutto è accaduto ieri pomeriggio poco dopo le 15 davanti all’ex caserma Serena, che da anni ormai ospita i cosiddetti profughi. E da anni è il centro dello spaccio locale.

Le operazioni sono scattate attorno alle 15.30. Una serie di controlli che il nuovo sindaco di Treviso Conte aveva annunciato dopo la retata sulla piazza dello spaccio di Mestre che aveva portato alla scoperta di un deposito di eroina pronto alla Serena.

Gli ospiti si davano il cambio, dalle finestre dell’ex caserma, per controllare che nessuno si portasse via la droga nascosta tra i cespugli. Trovata dall’unità cinofila: droga purissima.

Non è mancata qualche tensione con gli ospiti controllati, durante le perquisizioni.

Il sindaco Conte ha affidato a un post su Facebook il suo commento sull’operazione: «Davanti alla Serena gli agenti della polizia locale hanno trovato degrado, sporcizia e spaccio a pochi metri dalle abitazioni di tanti nostri cittadini per bene. Questo è il risultato di pochi minuti di controlli. Poi ovviamente le sentinelle hanno avvisato del pericolo, ma torneremo».

Vanno tutti imbarcati su aerei verso casa. Solo gli idioti non hanno compreso che le ong c’hanno scaricato centinaia di migliaia di spacciatori della mafia nigeriana.