Profughi vogliono fare sesso con bimba italiana di 10 anni, al padre: “Falla uscire”

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Il caso della bambina molestata da un immigrato africano a Pescia approda in Parlamento.

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Nella seduta della Camera dei Deputati di martedì 17 luglio Deborah Bergamini di Forza Italia ha portato all’attenzione dei parlamentari di Montecitorio l’increscioso episodio. «Ho raccontato – fa sapere attraverso il proprio ufficio stampa – i fatti accaduti, cioè le molestie subìte da due bambine di dieci anni, da parte di tre africani in evidente stato di ebbrezza, messi a tacere dai genitori delle due bimbe, che erano presenti. lite è terminata con una inevitabile colluttazione».

Il padre della bambina: «La bimba ci ha chiesto di uscire per giocare con un’amica. Sono andate nel vecchio parcheggio del mercato, per divertirsi accanto a un muretto, dal quale si sono messe a saltare giù e mia cognata si è avvicinata per accertarsi che non si facessero male.

A questo punto ha notato tre persone di origine africana, credo nigeriani. Mia figlia, spaventata, è venuta verso di noi, dicendo che uno dei tre le stava dando fastidio. Allora mi sono affacciato al cancello, chiedendo loro di allontanarsi e lasciare stare le bambine. Dopo una breve discussione però quello che aveva spaventato la bimba mi ha detto di farla uscire, ‘per fare l’amore’. A questo punto sono scappati in direzione del centro e li ho inseguiti, accompagnato da alcuni parenti e amici».

I tre, dopo essere stati raggiunti dagli inseguitori, sono stati fermati in piazza XX Settembre dai carabinieri della stazione di Pescia, che li hanno identificati. Profughi.

Sarebbero residenti in una struttura di Lucca.

«In un paese civile – commenta il padre – cose come questa non dovrebbero accadere. Sembra incredibile pensare che una bambina non possa uscire di casa, alle 19.30. Se mia cognata non si fosse accorta di quanto stava accadendo, cosa poteva succedere? Forse le conseguenze avrebbero potuto essere più difficili da gestire. Io il mio dovere di padre e cittadino l’ho fatto – conclude – ma non ho però più avuto notizie, nessuno si è più fatto vivo con me».




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