Stupro Rimini, a processo sindaco che accusò Boldrini di responsabilità oggettiva

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Aveva auspicato che gli stupratori di Rimini (il profugo Butungu e i tre giovani marocchini in attesa di cittadinanzna venissero condannati a scontare gli arresti domiciliari a casa di chi era tra i responsabili della loro presenza in Italia: Laura Boldrini.

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Ora il sindaco leghista di Pontivrea, Savona, Mauro Camiciottoli (che guida il Comune senza tasse e senza immigrati) è stato rinviato a giudizio per diffamazione. Bizzarro, per un post scritto su Facebook a settembre dello scorso anno.

Un posti di impeto, dopo il brutale stupro commesso dai protetti di Laura Boldrini, quelli che lei vuole in Italia e dei quali, con le sue politiche, ha permesso la permanenza in Italia.

Camiciottoli aveva reagito alle notizie delle cronache giudiziarie prendendosela con la Boldrini, ritenuta, a ragione, responsabile indiretta dei crimini degli immigrati: chi, se non coloro che li vogliono tra noi? Chi, se non coloro che ci vogliono sostituire con loro?

Era stato querelato e ora dovrà rispondere in giudizio di quanto scritto.

La decisione del gup del tribunale di Savona è stata accolta con grande soddisfazione da Boldrini: “Non cediamo alla violenza di chi si nasconde dietro una tastiera. Come vedete, denunciare chi minaccia e diffama, alla fine paga”.

Il commento del sindaco: “È lapalissiano che la frase, certamente aspra, non abbia alcun carattere diffamatorio, ma sia solamente una forte provocazione volta a sottolineare l’assoluta assurdità delle tesi portate avanti da anni da Laura Boldrini, a danno dei cittadini italiani. A processo – promette – mi difenderò con le unghie e con i denti chiarendo le più che fondate ragioni che mi hanno portato ad una così dura presa di posizione ai danni della Presidenta”.

Vincono solo nelle aule dei tribunali. Grazie al cancro rosso.




Vox

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