L’ammiraglio rosso che non vuole respingere clandestini in Libia

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Abbiamo parlato giorni fa, di una componente non sappiamo quanto ampia della Guardia Costiera che non vuole proteggere l’Italia dall’invasione afroislamica in corso:

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Ora stanno uscendo allo scoperto: “Un respingimento verso la Libia è fuori dalle norme, sarebbe condannarli a morte o alla detenzione”. L’incredibile uscita è dell’ammiraglio Vittorio Alessandro, già responsabile delle relazioni esterne delle Capitanerie di porto negli anni in cui erano più frequenti gli sbarchi nell’isola di Lampedusa.

Lo ha fatto in un’intervista ad Avvenire, il giornale del Vaticano finanziato con milioni di euro sottratti ai contribuenti italiani.

I clandestini, il minimo che si devono aspettare è la detenzione.

Il “raccattaafricani” della Guardia costiera afferma poi di “condividere l’imbarazzo e un grande senso di impotenza” che in questo momento avrebbero i suoi colleghi.

Voi, tutti voi, dovevate avere imbarazzo negli anni in cui avete scaricato centinaia di migliaia di clandestini in Italia. Non nelle vostre case, ma davanti a quelle degli italiani. E per farlo venivate anche pagati: è per voi, questa, una eterna vergogna.

“Non so quanto sia moneta corrente ancora l’umanità, ma in mare c’è la regola del salvataggio come prima risposta. Il resto viene dopo. Ritengo di poter condividere con tutti i marinai, coi quali ho fatto un percorso di vita, un imbarazzo e un grande senso di impotenza”.

Potremmo scrivere tante cose, facciamo rispondere ad un collega di questo personaggio:

L’ammiraglio: “Legge del mare non impone di accogliere i clandestini”




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