Fa flop la manifestazione di Saviano contro Salvini: “Siamo pochi”

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Roberto Saviano aveva dato appuntamento con tre giorni di anticipo, sperando di attirare una grande folla alla manifestazione radical chic «Come il vento nel mare», festival di narrazioni e cultura politica ospitato all’Hotel Miramare di Latina in cui parlare di immigrazione, contro il governo.

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Si è ovviamente presentato con la sua folta scorta pagata dai contribuenti. Ma erano più gli agenti che lo accompagnano delle persone venute ad ascoltare lui e il nuovo idolo della sinistra radical shit: Aboubakar Soumahoro, il sindacalista africano dell’Usb da anni in prima linea nella difesa dei diritti dei clandestini a danno dei lavoratori italiani.

Moderati dal giornalista Massimiliano Coccia, i due hanno lanciato un appello, chiedendo a tutti di smontare le “menzogne” della campagna contro i migranti e contro chi li difende. L’elenco è lungo. Saviano difende Soros e le ong.

Aboubakar Soumahoro si chiede dove sia l’invasione di stranieri in Italia. Le cifre dicono altro: «I processi migratori non potranno mai essere fermati. Bisogna però raccontare il perché: ci sono processi strutturali, geopolitici e ambientali. Da qui al 2050 avremo 143 milioni di persone che fuggono dal proprio luogo abituale di dimora per i cambiamenti climatici, 815 milioni di persone colpite dalla fame».

Ma certo, il clima sta cambiando, non siete pronti ad ospitare in Italia 1 miliardo di immigrati. L’Italia è grande e ricca di risorse, mica come l’Africa.

Ma, alla fine, ad ascoltare lui e il sindacalista rossonero ci sono poco più di un centinaio di persone. Lui fa buon viso a cattivo gioco: «Siamo pochi e convinti, e va benissimo: non dobbiamo avere paura di guardarci e di contarci e dobbiamo sapere che sarà una battaglia durissima e lunghissima. A differenza dei tempi di Berlusconi, questa volta è una battaglia che comporta una perdita per ognuno di noi sui social per gli insulti sui social, o anche a cena per i legami che si interrompono con chi non la pensa come noi. Dobbiamo andare avanti con la certezza che non stiamo rispondendo solo a noi: quando qualcuno si girerà verso questi giorni e chiederà come è stato possibile vedere due morti al giorno nel Mediterraneo, voi potrete dire non siamo stati complici».

Voi avete già perso. Non perché non sia giusto difendere le proprie idee. Ma perché non avete idee, solo ideologie.




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