Individuati primi infetti con Tubercolosi tra i 450 clandestini

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In grave stato di denutrizione e molto disidratati. Così gli 8 eritrei trasferiti dal barcone con 450 migranti a Lampedusa sono apparsi al personale del Poliambulatorio della più grande delle Pelagie. Così debilitati da fare sollevare un paragone un po’ ardito a un’infermiera: “Ci porta alla mente gli effetti dei campi di concentramento tedeschi della seconda guerra mondiale – dice, all’Ansa, una di loro – tanto sono importanti gli stati di denutrizione e di disidratazione. Uno dei ragazzi che parla un po’ di inglese ci ha raccontato che per diversi mesi hanno potuto mangiare solo 30 grammi di pasta al giorno e nient’altro”.

Nel corridoi ci sono due giovanissimi: li hanno medicati e aiutati a rifocillarsi, facendo ritornare loro il sorriso. In una stanza, in isolamento, è invece ricoverato un ragazzo al quale è stato diagnosticata la tubercolosi.

E’ noto che in Libia va per la maggiore la pasta. Solo da questo si comprende quali cavolate si inventano. Non si sa se loro o chi li soccorre. Evidentemente sanno che in Italia si mangia la pasta e hanno già il racconto precotto. Ma non siamo tutti crocerossine con le fregole.

L’unica cosa certa è l’infetto con la Tubercolosi: 1 su 8, che moltiplicato per le migliaia sbarcati anche solo quest’anno è un dato terrificante. Per altre malattie ci vorranno esami più approfonditi.




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