Profughi in piccola frazione: tensione e proteste

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Tensione e protesta per l’arrivo improvviso di un gruppo di richiedenti asilo a Mezzane nella frazione di Castagnè, Verona.

Una residente, sostenuta dai pochi abitanti della zona, ha seguito in diretta sui social l’arrivo dei clandestini, protestando per una soluzione ritenuta non idonea e per la collocazione dei richiedenti asilo, in una casa che secondo i residenti non sarebbe idonea ad ospitare una decina di africani.

In pochi minuti diverse persone hanno condiviso in rete la protesta della donna, che ha continuato a filmare nonostantela protesta della cooperativa che ha in gestione i fancazzisti.

Sul posto anche un’auto dei Carabinieri e qualche tensione ci sarebbe stata anche quando i profughi hanno capito dove stavano per essere collocati e che loro non gradivano.

Una situazione che rispecchia altri casi limite già registrati nel veronese, con profughi sistemati in piccole comunità con poche case e distanti chilometri dal più vicino centro abitato, come successo di recente a Erbezzo, nella piccola contrada di Vaccamozzi, dove i richiedenti asilo hanno superato di numero gli abitanti.

Intollerabile. Vanno rimandati in Africa questi africani in fuga dalla guerra in Siria. Non ci vogliono anni per capire che in Senegal e Nigeria non c’è la guerra!

E nel frattempo, a casa dei radical chic in maglietta rossa. Prendere indirizzi e mandarli nei loro ampi caseggiati.

Lo diciamo a Salvini. E’ ovvio che questi sono provvedimenti presi prima del suo arrivo. Ma ora, ogni volta che un quartiere si vede arrivare un branco di clandestini, sono voti persi. Non tutti riescono a distinguere.




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