Residenti in lacrime durante blitz anti-clandestini: “Non pensavamo potesse accadere”

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La pacchia è finita. I cittadini lo sanno e non si sentono più soli.

Ieri, durante il blitz contro gli spacciatori a Mestre, i residenti erano con le lacrime agli occhi: “Qui abbiamo la droga appesa agli alberi in giardino”.

I residenti non credevano ai loro occhi.

Scrive il giornale locale:

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Commozione e gioia in via Monte San Michele per il blitz della polizia. Tutte le reazioni. Il sindaco: “Bravi”

A parlare c’è un’immagine. Un uomo di mezza età, padre di famiglia, vive nella zona chiusa dalla polizia. Capito cosa sta succedendo, intercetta uno dei dirigenti della polizia. È Eugenio Vomiero, vice questore vicario. Gli stringe la mano. «Grazie, abbiamo capito che non siamo soli», dice il cittadino con le lacrime agli occhi, «Era ora». Ai cronisti non vuole dire il suo nome «perché qua c’è da avere paura e proprio ieri uno degli spacciatori, vedendo mia figlia piccola affacciata, le ha detto bitch, prostituta».

«Vedere tutta questa polizia è una emozione», aggiunge una donna che trattiene le lacrime a fatica. Con il passare dei minuti, la voce si sparge e il pubblico aumenta, i telefonini puntati sulla scena e le immagini rilanciate sui social. «Mi trovavo la droga appesa agli alberi in giardino», racconta una donna, «Gli spacciatori chiedevano anche a me, che ho 70 anni e i capelli bianchi, se volevo droga. C’è da avere paura a mandare in giro i ragazzini soli. Quando si passava davanti ai negozi, loro ti minacciavano. Non con le parole, bastava lo sguardo».

Questo è solo l’inizio. Dobbiamo riprenderci l’Italia palmo a palmo.

Fermiamo l’immigrazione. Soprattutto i ricongiungimenti ‘familiari’, vero flusso di spacciatori.




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