Spacciatori africani si ribellano all’arresto: assalto ai poliziotti

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Città italiane sempre più simili alle banlieus francesi. Effetto inevitabile di ricongiungimenti familiari e sbarchi.

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Torino è una delle città più toccate da questa emergenza. Nella serata di domenica 8 luglio, nel quartiere ad alta densità di immigrati di Barriera di Milano è stato il caos.

Un numeroso gruppo di spacciatori senegalesi si è ribellato all’intervento degli agenti del commissariato di zona, ‘colpevoli’ di voler arrestare un loro connazionale scoperto a spacciare.

Ormai hanno tale senso di impunità da ribellarsi all’arresto se spacciano. Sistemare i danni di anni di lassismo sarà dura.

La pattuglia ha dovuto chiedere l’intervento di rinforzi per contenere la violenza dei criminali. Diversi agenti sono rimasti feriti.

In un mondo ideale, gli agenti avrebbero sparato ad altezza spacciatore facendo una strage. Purtroppo non è possibile, ancora. E allora non vediamo l’ora che arrivi il taser.

Alla fine la serata si è conclusa con tre arresti: lo spacciatore in questione, un 19enne clandestino e con precedenti in materia di stupefacenti, per spaccio e resistenza e altri due immigrati accusati di resistenza e false attestazioni sull’identità personale, tra cui il capo del gruppo di criminali anche per favoreggiamento.

Il ragazzo arrestato per spaccio, tra l’altro, aveva ingoiato alcuni ovuli di droga e quindi è stato condotto in ospedale in attesa della evacuazione.

Anche qui, in un mondo ideale, gli verrebbero tolti dallo stomaco con altri mezzi. Invece si deve aspettare che caghi.

A seguito di accertamenti, è emerso che due dei tre stranieri arrestati avevano a carico un divieto di dimora nel Comune di Torino. Inoltre, due di loro erano stati arrestati per spaccio a fine maggio. Ma erano tornati liberi.

Non potendo applicare il metodo Duterte, che sarebbe la cosa migliore, esigiamo l’espulsione degli spacciatori.




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