I clandestini tra 10 ore in Italia, Salvini: “Chi scende finirà in carcere”

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Domani Salvini e Conte si vedranno in un vertice a due. “Siamo soddisfatti per i passi avanti fatti, passa la linea della fermezza che non è solo quella di Salvini – ha detto il leghista – ma quella comune di tutto il governo. È la linea che porterò a Innsbruck”. Resta il fatto che, per ora, la Diciotti non ha ancora ricevuto da Salvini l’indicazione del porto in cui sbarcare. Da Palmi, dove il ministro dell’Interno era in visita, ha fatto sapere che il Viminale ci “sta ragionando”. Una cosa è certa: Salvini intende tenere la linea dura. “Se qualcuno scenderà, se ci sono state minacce, – ha detto – scenderà per andare in galera e non in un centro di accoglienza”. Anche perché il ministro si è detto “stufo” delle navi italiani che recuperano migranti in zona Sar libica, anche “mancando di rispetto” ai colleghi africani.

Ma infatti. E’ ora di finirla di “mancare di rispetto” agli africani. C’è del razzismo nel pensare che non possano occuparsi loro dei clandestini: li considerate esseri inferiori non in grado?

La Vos Thalassa, battente bandiera italiana, “avrebbe dovuto consegnare gli immigrati alle motovedette libiche che erano state allertate”, per questo Salvini è stato irremovibile, il blocco è stato rotto solo perché la rivolta dei clandestini a bordo aveva messo in pericolo l’equipaggio della nave. Quella della Marina è dunque una operazione di polizia giudiziaria e non un recupero vero e proprio.

I clandestini scenderanno in Italia per essere arrestati. Almeno quelli a capo della ‘rivolta’. Gli altri, sarebbe bello rimandarli in Libia, ma ne dubitiamo, ancora non si può fare.




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