Fuga da Rolling Stone: essere dalla parte degli sbarchi è tossico

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Se andrete a leggere l’articolo di Dagospia, scoprirete che Linus smentisce di avere mai dato il suo assenso all’appello anti-Salvini, e lo fa pubblicando una quasi disperata smentita sul suo profilo Instagram.

Ma troverete anche la conferma del direttore di Rolling Stone, tal Giovanni Robertini (che si firma Editor in Chief), che smentisce lo smentitore con una certa puntualità.

Non ci interessa chi abbia ragione tra Linus e l’editor-in-chief, ci interessa che essere dalla parte degli sbarchi e contro Salvini è diventato impopolare. Se sei un personaggio pubblico e ti schieri dalla parte degli immigrati, devi fare dietrofront, perché la gente (che è poi quella che ti dà da mangiare) si ribella, ti accusa, ti manda affanculo.

E questo è un cambio di paradigma fondamentale. Possibile solo grazie alla libertà di espressione che dobbiamo alla rete.

Ed il motivo per il quale vogliono imbavagliarla.




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