Africano pentito: “Credevo qui fosse un paradiso, non sarei mai dovuto emigrare”

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Francis Kashamba credeva che in Europa l’attendesse il paradiso, così gli avevano detto quando pagò migliaia di dollari per farsi traghettare, abbandonando il suo lavoro in Uganda. Ora fa il venditore ambulante, e guadagna pochi euro al giorno.

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“Mi sento un bambino, non posso fare nulla, non posso decidere il mio futuro”, dice il clandestino africano, 32 anni, deluso.

Vive con altri 30 migranti in una scuola abbandonata nel centro di Barcellona che hanno occupato da metà aprile in segno di protesta contro le leggi restrittive (!!!) della Spagna sulla residenza – nonostante le recenti mosse del nuovo governo non eletto.

Il mese scorso, la nave ong Aquarius è stata autorizzata ad attraccare nel porto di Valencia.

E mercoledì, la nave Open Arms e si è ancorata a Barcellona con altri 60 clandestini a bordo. Nel frattempo, solo nell’ultimo mese, è record di sbarchi in Spagna: l’Italia è chiusa.

Tornando a Kashamba: “Mi sento tradito”, dice.”Mi era stato detto che l’Europa era un paradiso. Ma la vita reale in Spagna, da quello che ho visto in questi sette mesi, non è affatto buona “.

L’uomo ha lasciato moglie, due figli e un piccolo business di estrazione dell’oro in Uganda, sperando di guadagnare abbastanza denaro per ingrandire la sua attività. Insomma: ha fatto un investimento.

Ma in Spagna, che ha il secondo più alto tasso di disoccupazione nella zona euro, trovare lavoro è stato quasi impossibile per un immigrato.

Per due mesi ha lavorato in un laboratorio di falegnameria dove ha lavorato per 14 ore al giorno in cambio di un letto e uno stipendio giornaliero di 10 euro.

Poi ha cercato di trovare lavoro come bracciante, aspettando ogni giorno con dozzine di clandestini nello stesso posto in cui le persone offrivano loro piccoli lavori di costruzione o di carico e scarico, di solito mal retribuiti.

Inutile dire che la presenza di questa massa di individui pronti a tutto causa due problemi: abbassa i salari e genera criminalità. Perché sono incazzati. Pronti a prendersela con i più deboli.

Un pericoloso esercito di riserva vanga lungo le strade d’Europa.




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