Uno Bianca, padre Cc ucciso: ‘tradito dallo Stato’

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“Oggi, con tutti i benefici già concessi ai componenti di questa efferata banda, come padre di un carabiniere che ha dato la propria vita per difendere la collettività, mi sento tradito da questo Stato”. Sono parole di Gennaro Mitilini, padre di Mauro, carabiniere ucciso il 4 gennaio 1991 insieme a due colleghi dai killer della Banda della Uno Bianca, nella Strage del Pilastro di Bologna. In una lettera alla stampa il genitore del giovane assassinato interviene sulla scarcerazione di Marino Occhipinti, ex poliziotto componente del gruppo criminale, all’ergastolo per l’omicidio della guardia giurata Carlo Beccari: “E’ un atto che indigna i familiari e offende le vittime trucidate dalla famigerata banda di assassini”. Mitilini chiede tra l’altro a Parlamento e Governo “un intervento affinché siano chiarite e verificate le concessioni ai componenti di questa banda, responsabile di azioni così spietate e disumane”.

La vicenda della Uno Bianca è misteriosa. Difficile ascriverla alla criminalità di un gruppo di delinquenti in divisa.

Non vorremmo flirtare con il complottismo, ma somiglia tanto ad un’operazione di servizi più o meno deviati per generare caos e quindi favorire un qualche tipo di svolta, ricordiamoci che eravamo alla fine della Guerra Fredda e all’alba di un’altra operazione sotto copertura come Mani Pulite. Ecco, è possibile che anche la Uno Bianca facesse parte di un piano più ampio.

Il che spiegherebbe anche tutti questi benefici concessi apparentemente ad cazzum.




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