Quarta notte di violenze afroislamiche a Nantes: bruciate 100 auto e 10 edifici, anche una scuola – VIDEO

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Nantes si sveglia dopo la quarta notte consecutiva di violenze afroislamiche in uno scenario da guerriglia urbana.

Quasi un centinaio le auto date alle fiamme, tra cui, la terza notte, la vettura del sindaco Johanna Rolland, oltre a una decina edifici pubblici, nell’elenco c’è il liceo Leonardo Da Vinci, e una stazione di servizio.

Le autorità temono che l’ondata di violenza debordi nella capitale, considerando che a Parigi si è già registrato qualche episodio di violenza e che è la zona a più alta densità afroislamica.

Ormai la Francia è uno Stato con all’interno altri Stati. Enclave etniche.

Le proteste sfociate in violenza sono scaturite dalla morte di Aboubakar Fofana, un delinquente comune ucciso da un agente durante un controllo nel quartiere Breil. Il ventiduenne ha tentato la fuga quando gli agenti gli hanno chiesto di seguirli in commissariato.

Una vicenda che è stata ricostruita dal procuratore di Nantes Pierre Sennès: “Stava scappando, un agente ha aperto il fuoco e colpito il ragazzo”.

Gli agenti della stradale stavano eseguendo un mandato di arresto per il giovane per “furto in banda organizzata, ricettazione e associazione per delinquere”. Ma quando i poliziotti hanno tentato di portare il delinquente in commissariato per l’identificazione, il ragazzo ha improvvisato una retromarcia. Nella brusca manovra uno degli agenti è rimasto lievemente ferito, così l’altro agente ha aperto il fuoco colpendo il guidatore al collo e recidendogli l’arteria carotide. Come ha dichiarato il procuratore Sennès: “Il ragazzo è morto in ospedale”. Nel frattempo, la procura ha incredibilmente comunicato il fermo del poliziotto che ha sparato.

Anche il presidente del Parlamento francese è stato coinvolto negli scontri:




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