Figlio coppia mista: “Faccio esplodere chiesa a Milano”

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Un 43enne meticcio è stato arrestato dai carabinieri dopo aver minacciato di far esplodere una bomba contro la chiesa del Lazzaretto, a Milano. È accaduto alle 18.40 di ieri.

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È accusato di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale (i tre carabinieri intervenuti hanno riportato prognosi tra i 5 e i 15 giorni) e del danneggiamento dell’auto su cui è stato caricato per essere accompagnato in caserma.

Italiano con madre marocchina (ricorda qualcuno?), l’arrestato ha precedenti per estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.

Si è presentato intorno alle 18.30 in negozio su viale Tunisia e ha chiesto di stringere la mano al titolare. Il suo atteggiamento insolito ha intimorito l’uomo che inizialmente ha pensato si trattasse dell’approccio per un tentativo di rapina. Ha quindi rifiutato di porgergli la mano e per tutta risposta lo sconosciuto ha detto che avrebbe fatto esplodere la chiesa (distante un centinaio di metri) con una bomba contenuta nel suo zaino. Pur conoscendo perfettamente la lingua, il presunto terrorista ha pronunciato le frasi in un italiano stentato che – anche a causa del colore della sua pelle – ha convinto il commerciante che fosse un nordafricano. Lo era per metà.

Si è diretto rapidamente verso la chiesa mentre il negoziante ha chiamato i carabinieri, arrivati pochi minuti dopo con una pattuglia e due motociclisti. Hanno circondato il sospetto in via Casati, dove l’uomo ha continuato con le minacce e ha lanciato lo zaino simulando l’imminente esplosione. Nonostante il rischio, i militari hanno mantenuto la calma e lo hanno bloccato dopo una colluttazione. Durante il tragitto verso la caserma il 43enne ha infranto un vetro dell’auto e quasi divelto la portiera della vettura. L’assenza dell’ordigno sul posto ha comunque attivato il protocollo di emergenza che ha predisposto il controllo della sua abitazione per escludere altre minacce.




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