Salvini affama la bestia: stipendio da profugo dimezzato a 20 euro

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini lavora al taglio delle spese per il mantenimento dei richiedenti asilo, con l’obiettivo di portare da 35 a 20 euro il costo quotidiano per ciascun immigrato.

L’idea è intelligente: affamare la bestia (il complesso militare industriale che parassita il business dell’accoglienza) così da rendere insostenibile la presenza dei sedicenti profughi in Italia.

Le società che hanno in appalto la gestione dell’accoglienza, con cifre che oscillano tra i 34 e i 36 euro al giorno per migrante, offrono vitto, alloggio, paghetta e altri benefit che molti italiani si sognano.

Proprio a questo taglio sta pensando il Viminale: quello dei servizi accessori. Il progetto diventerà operativo per i nuovi bandi, visto che il governo precedente si era affrettato a firmare contratti a nome dello Stato proprio in vista della dipartita. Si sono impegnati con le loro Coop in alcuni casi fino al 2020! Ladri.

Qualcuno ci deve spiegare come, uno Stato, può pensare che un pensionato al minimo debba sopravvivere con 400/500 euro al mese, quando invece ne destina quasi 1.100 al sostentamento di un clandestino. E’ osceno.




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