Open Arms finanziata dall’Emiro per portare i clandestini in Italia

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L’Ong catalana ha raccolto 3,6 milioni di euro in tre anni di attività. Almeno ufficialmente. Tra i suoi finanziatori Guardiola, grande amico del capo dei trafficanti umanitari, e dagli Emirati, attraverso il Manchester City.

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Ed è curioso che gli Emirati finanzino chi traghetta clandestini islamici in Italia ma non accolga nemmeno un profugo siriano da quando è scoppiata la guerra.

Ora, qualcuno di voi dirà che il MC non è gli Emirati. E’ un po’ come la Uefa che crede alle sponsorizzazioni emiratine al club per aggirare il fair play finanziario.

A finanziare l’ong anche il Gruppo Ibazibal, compagnia marittima spagnola.

Il finanziamento delle ong da parte di compagnie marittime e assicurative è un elemento che torna spesso. Alcune ong, ad esempio MOAS dei coniugi Catrambone (che ha tagliato la corda non appena l’aria si è fatta pesante), sono addirittura state fondate da queste società che assicurano mercantili.

Il dubbio è che perdessero troppi soldi. Da quando invece nel Mediterraneo ci sono le Ong, le navi mercantili (e chi li assicura) perdono molti meno soldi a causa dell’obbligo di soccorso dei clandestini.

Un altro fiore all’occhiello è il vascello di lusso Astral, che batte bandiera inglese, donato da Livio Lo Monaco re dei materassi in Spagna. In appoggio ad Open arms a bordo del barcone a vela ci sono tre europarlamentari spagnoli e l’italiana Eleonora Fiorenza dirigente di Rifondazione comunista a Strasburgo dal 2014. La loro «missione» è riferire nella sessione plenaria del Parlamento europeo fra il 2 e 5 luglio sulle «povere» Ong vessate nel Mediterraneo.

Proactiva open arms è nata nel 2015. Il fondatore della Ong è Oscar Camps nominato «catalano dell’anno» grazie al successo umanitario.

Un altro membro di spicco dell’Ong spagnola è Riccardo Gatti, capo missione in mare. Da 40 anni vive in Spagna, ma fino alla maggiore età è cresciuto nel lecchese.

Per sostenere le due navi della flotta sono stati spesi 1,4 milioni di euro. E dal 2015 fino a maggio l’Ong ha traghettato in Italia 26.674 clandestini. In sostanza ci sono costati quasi mezzo miliardo di euro.

Magari il governo italiano potrebbe chiedere all’ong o al governo spagnolo di risarcirci le spese.




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