Mamma di Susanna, uccisa da un profugo: “Cacciamo la Merkel”

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La morte atroce di una ragazza tedesca di religione ebraica, Susanna Feldmann, 14 anni, stuprata e poi strangolata da un richiedente asilo iracheno di 21 anni, potrebbe essere la pietra tombale sulla Cancelliera Merkel, sotto accusa in Germania per la sua linea delle gambe aperte sull’immigrazione.

Se nei giorni scorsi il caso Feldmann aveva infiammato i social, sollevando una ondata di indignazione generale, e se successivamente il Bundestag si era spaccato davanti alla proposta di fare un minuto di silenzio per ricordare la giovane, adesso è la mamma di Susanna ad attaccare, lanciando un appello per una manifestazione nazionale contro la linea della Cancelliera colpevole di avere aperto troppo facilmente le frontiere della Germania.

Finalmente gli ebrei hanno capito chi è il vero nemico.

L’assassino, Ali Bashar, era arrivato a Mainz (Magonza) insieme al flusso di centinaia di migliaia di presunti profughi invitati da Mama Merkel che tanti lutti hanno seminato in Europa in questi anni. Nell’arco di poco tempo era riuscito a collezionato denunce per insulti, risse e per essere stato il principale sospettato di una violenza a una bambina di 11 anni.

Alla fine del 2016 la sua domanda di asilo era stata scartata ma non era mai stato espulso.

Il caso Feldmann inizia il 22 maggio quando la mamma di Susanna denuncia la sua scomparsa:

Stuprata e strangolata a 14 anni: arrestato profugo iracheno

A casa non è più tornata. Due settimane più tardi a qualche chilometro di distanza è stato ritrovato il suo corpo che sepolto in un boschetto. Il profugo fuggì in Iraq, dove non c’è la guerra, ma è stato poi estradato in Germania su pressioni del governo tedesco, che temeva per lui una condanna a morte in patria.

Per gli oppositori della Merkel e per chiunque abbia più di mezzo neurone, la morte dalla piccola Susanna ricade direttamente sulla coscienza della Cancelliera: «è una vittima supplementare di questa politica d’accoglienza ipocrita» ha denunciato Alice Weidel, parlamentare di Afd, Alternativa per la Germania, il partito populista alleato della Lega in Europa. Lo stesso partito che al Bundestag aveva voluto rispettare un minuto di silenzio per la piccola, interrotto dalle urla della coalizione di governo.

Siamo noi contro loro. E loro sono il male.

E la cacciata della Merkel non pare lontana. Anzi, è a portata di mano: altro effetto delle politiche di Salvini.

Ai vertici della Csu, riunita a Monaco, il ministro dell’interno tedesco e leader del partito, Seehofer, ha fatto presente di non essere affatto soddisfatto di quanto emerso al Consiglio Ue sulla redistribuzione dei migranti. Nè, tantomeno, ha apprezzato gli accordi bilaterli messi in campo dalla Merkel (smentita, poi, da Visegrad). “Vengo di proposito a Berlino e la cancelliera si muove dello zero virgola zero”, avrebbe detto ai suoi il ministro ai suoi. Seehofer è stato chiaro: la soluzione non può essere, come proposto dalla Cancelliera, confinare in centri di accoglienza speciale in Germania i migranti registrati in un altro Paese Ue, perché l’unico modo per risolvere il problema sarebbe il loro respingimento unilaterale. Secondo quanto riporta la Bild, Seehofer avrebbe tenuto un discorso molto critico con la politica del governo della cancelliera, citando anche la morte della giovanissima Susanna, la 14enne stuprata e uccisa da un profugo iracheno. “Non posso assumermene la responsabilità” come ministro, avrebbe detto nella parte più emozionale del discorso.

Seehofer aveva dato un ultimatum alla Merkel: presentare entro oggi un piano per i respingimenti immediati degli immigrati al confine. Il leader della Csu aveva avvertito la collega: se non avesse cambiato registro, lui si sarebbe dimesso oppure avrebbe messo in atto – da ministro dell’Interno – il piano che oggi ha consegnato ai vertici del partito. Il che significherebbe la rottura di una storica alleanza politica che regge da 70 anni e, forse, la caduta del quarto governo Merkel.

E così è stato. In serata, dopo che l’annuncio di un discorso ufficiale era stato dato per le 18 (e rinviato più volte) alle 23.00 fonti interne alla Csu bavarese hanno fatto sapere ai media tedeschi che Seehofer ha offerto le sue dimissioni sia dalla presidenza del partito e dalla guida del ministero dell’Interno. Anche se il capogruppo regionale della Csu, Alexander Dobrindt, per ora non ha ccettato le dimissioni (“E’ una decisione che non posso accettare”, ha detto), il segnale politico è durissimo.




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