Boom di precariato: per Istat basta lavorare poche ore per essere ‘occupati’

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A maggio il tasso di disoccupazione scende al 10,7%, in calo di 0,3 punti percentuali su base mensile. Lo rileva l’Istat, sottolineando che si tratta del livello più basso da agosto del 2012. L’Istituto fa notare come la stima delle persone in cerca di occupazione a maggio registri un “forte calo” (-2,9%, pari a -84 mila). Il numero dei disoccupati così scende a 2 milioni 793 mila.

A maggio la stima degli occupati registra “un sensibile aumento”, con una crescita 114 mila unità su aprile (+0,5%) e di 457 mila su base annua (+2,0%). L’Istat spiega che in termini congiunturali il rialzo riguarda i 25-34enni (+31 mila) e, soprattutto, gli ultracinquantenni (+98 mila).

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a maggio cala al 31,9% (-1,0 punti percentuali su aprile), rivela sempre l’Istat spiegando che si tratta del valore più basso dal gennaio del 2012, quindi da oltre 6 anni. Ma comunque un numero abnorme, oltre che drogato come spiegheremo in basso.

Il numero dei dipendenti a termine a maggio sale ancora (+62 mila unità su aprile) portando il totale a 3 milioni e 74 mila. Una soglia che fa aggiornare di nuovo il record storico (le serie partono dal 1992), rivela ancora l’Istat, registrando per la categoria il quinto aumento consecutivo.

In pratica è boom di precariato. Fino al jobs act, molti di quei 3 milioni sarebbero stati considerati disoccupati, ora sono ‘occupati’. Includono persone che lavorano poche ore alla settimana. E’ cambiata la statistica, non la realtà economica.




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