Volontaria uccisa da immigrato che assisteva: neanche un giorno di carcere

Condividi!

«Quell’animale non si farà nemmeno un giorno di galera. Il concetto che passa con questa sentenza di assoluzione è che se vieni considerato matto puoi fare qualsiasi cosa senza che ti possa succedere niente».

VERIFICA LA NOTIZIA

Giuseppa e Salvino, i genitori di Nadia Pulvirenti, non si danno pace. La loro figlia aveva venticinque anni, era una ragazza generosa che amava il suo lavoro. Il 24 gennaio 2017 è stata aggredita e uccisa da un marocchino d 55 anni che seguiva nel percorso di cure psichiatriche all’interno della comunità Clarabella di Iseo, nel bresciano:

Immigrato la uccide a coltellate: “Scusa, non volevo”

Lo scorso maggio il gup del tribunale di Brescia ha assolto Abderrhaim El Mouckhtari. Incapace di intendere e volere, è la sentenza:

Uccise ragazza italiana con 10 coltellate: immigrato assolto perché incapace di intendere

La pena, se così possiamo definirla, è che dovrà trascorrere dieci anni in una Rems, struttura che ha sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari, secondo ricovero dopo il periodo trascorso un anno fa nell’opg di Montelupo Fiorentino.

«Per noi non è così. Doveva essere riconosciuta la seminfermità: qualche mese prima aveva già tentato di aggredire un altro ospite della comunità ed era in una fase di stabilità mentale. Le responsabilità sono anche di chi lo ha seguito da un punto di vista medico e non ha garantito la sicurezza di Nadia che si è trovata da sola in una stanza con un orco di due metri».

«Dovevano essere in due quel giorno nell’appartamento della comunità in cui è avvenuto l’omicidio. Nadia non poteva essere lasciata sola». Ora i genitori confidano nei risultati dell’inchiesta ancora in corso. E continuano a chiedersi: «Perché quell’uomo poteva avere nella stanza in cui viveva dei coltelli? Quei diciannove colpi inferti meritavano un prezzo differente. Nostra figlia non ce la ridà più nessuno».

La realtà è che gli immigrati malati di mente, tantissimi, devono essere rimandati a casa loro. Non devono essere curati – spesso impossibile – a spese dei contribuenti italiani, ma dei loro connazionali.




Un pensiero su “Volontaria uccisa da immigrato che assisteva: neanche un giorno di carcere”

  1. condanno l omicidio- {ma}>quella non era li’ x fare la buon samaritana santissima>faceva i cazzi suoi e fregava il prossimo. era li’ specialmente x farsi scassare figa e culo e succhiare cazzi negri ! il volontariato si puo fare anche aiutando poveri italiani e nessuna donna buona lo fa. quindi; andate a fare in culo ! Dino Petruzzelli.

Lascia un commento