Appena l’Italia chiude i porti, naufraga barcone in Libia

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L’avevamo detto, ma credevamo lasciassero passare almeno qualche settimana, per rendere il tutto più credibile. Ma, evidentemente, sono alla canna del gas: e uomini disperati, fanno cose disperate.

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Arrivano così in anticipo i primi cadaveri di bambini da sbattere in prima pagina.

Ieri mattina la notizia piuttosto fumosa del naufragio di un gommone esploso poche miglia a largo di Tripoli, con un centinaio di clandestini a bordo:

Ecco il primo naufragio fantasma di clandestini in Libia

In seguito la diffusione di queste immagini:

Mancava un fotografo professionista come nel caso del povero Aylan. Non vogliamo dire troppe cose. Ma i bambini ci sembrano un po’ troppo chiari di pelle rispetto ai sopravvissuti.

E’ tutto molto strano. Non vogliamo dire che siano bambole, ma di solito c’è un bambino per gommone, come scudo umano, in questo caso ce ne sarebbero stati addirittura tre.

E’ talmente lucroso, il traffico, che non ci sorprenderebbe che gli scafisti (Ong comprese) uccidessero bambini per manipolare l’opinione pubblica forzando la riapertura dei porti.

Comunque sia, l’unico modo di fermare questo scempio è impedire che i clandestini partano. Le Ong e il PD in questi anni hanno di fatto, non solo gestito, ma anche provocato il traffico.




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