Collaboratore della Clinton stupra bimbi di 2 anni

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Joel Davis, candidato al Premio Nobel 2015, sostenitore, ufficialmente, della lotta contro la pedofilia e capo di un’organizzazione contro gli abusi, è da martedì agli arresti, sospettato di aver tentato approccio sessuale con bambini di soli due anni.

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Davis, 22 anni, avrebbe chiesto ad alcuni agenti dell’Fbi sotto copertura di essere rifornito di video pedopornografici e di essere messo in contatto con bambini in tenera età per incontri di tipo sessuale.

Davis, collaboratore di Hillary Clinton nella campagna presidenziale 2016, è alla presidenza della International Campaign To Stop Rape and Gender Violence la cui missione, si legge, «è di stare in prima linea nella lotta a stupri e molestie».

«Davis, con i suoi comprovati tentativi di molestare minori, ha dimostrato il più alto grado di stomachevole ipocrisia, essendo egli a capo di un’organizzazione contro questo tipo di reato», ha dichiarato in una nota il vicedirettore dell’Fbi William F. Sweeney Jr. Non è certo inusuale, per i predatori di bambini, utilizzare posizioni di influenza per instillare fiducia nei minori, fiducia che consenta loro di avvicinare le vittime e di agire indisturbati.

Per svariate settimane prima dell’arresto, agenti sotto copertura hanno tenuto un fitto scambio di messaggi con il fermato. Gli investigatori hanno dichiarato che Davis avrebbe iniziato il carteggio inviando loro fotografie di infanti nudi, e si sarebbe spinto in seguito nell’invio di materiale contenente atti sessuali tra adulti e bambini in tenera età. Non pago di ciò, l’arrestato avrebbe descritto ai suoi interlocutori tutti gli osceni atti di perversione che stava pianificando di mettere in atto sui minori, chiedendo addirittura un incontro con i figli di 9 anni e 2 anni di uno degli agenti. Dopo l’arresto, Davis ha confessato alla polizia che le fotografie da lui inviate raffiguravano un ragazzino di 13 anni di cui egli aveva abusato in passato.

Non siamo mai stati sostenitori del ‘Pizzagate’, nonostante le inquietanti frequentazioni dei fratelli Podesta, anche loro conoscenti della Clinton (uno dei due capo della campagna), probabilmente ci sbagliavamo.

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C’è qualcosa di più inquietante in una certa parte politica che difende globalizzazione, immigrazione e omosessismo. Qualcosa che per noi non è nemmeno concepibile. Qualcosa che ha a che fare con i bambini.




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