Crociere finite, navi Ong interdette da coste libiche

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Negli ultimi due giorni sono accadute due cose fondamentali che di fatto stroncano il traffico umanitario dalla Libia all’Italia. Entrambe le dobbiamo alle politiche del nuovo ministro dell’Interno.

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La Libia ha ufficialmente costituito il suo JRCC, vale a dire il centro di coordinamento congiunto di soccorso aereo e marittimo. La sua creazione è stata ufficializzata ieri, con registrazione presso l’Organizzazione Marittima Internazionale (International Maritime Organization – IMO), convenzione Onu competente fra le altre cose per gli standard SAR – Search and Rescue.

D’ora in poi, tutte le navi che incrociano in questa zona dovranno rivolgersi alla Guardia Costiera libica in caso individuino barconi di clandestini.

Fino a questa svolta, le Ong si appellavano all’assenza della zona SAR libica per le chiamate al centro di coordinamento della Guardia Costiera di Roma che, ‘grazie’ alle politiche del governo precedente, aveva ampliato il proprio mare di competenza a tutto il Mediterraneo centrale.

Contemporaneamente, Malta ha dichiarato i propri porti chiusi alle Ong che vi facevano scalo per i rifornimenti:

Malta conferma: Ong non potranno più rifornirsi

Voi capite che rifornirsi alla base madre di Marsiglia invece che alla vicina La Valletta, rende il traffico impossibile e, comunque, non redditizio.

A questo punto non è ottimista prevedere un flusso vicino allo zero dalla Libia per l’estate.




2 pensieri su “Crociere finite, navi Ong interdette da coste libiche”

    1. Hai ragione, Nero 187, ma da qualche parte bisogna pur partire e quel milione di baluba e zulu clandestini saranno presto ricacciati in Africa.
      Fortuna che è arrivato Matteo Salvini, cui dobbiamo quasi interamente questo magnifico risultato.
      Pensa se Mattarella fosse riuscito nel suo tentato golpe ed ora fossimo sotto un governo Cottarelli… ci siamo salvati per un pelo!

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