Sbarcano 1.000 arabi, è rivolta popolare in Corea: “Non vogliamo finire come…”

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E’ rivolta in Corea del sud, dopo che un migliaio di yemeniti entrati nel paese asiatico con visto turistico negli ultimi mesi ha chiesto asilo politico.

Una manifestazione di protesta è annunciata per sabato nella capitale Seul e un appello sul sito della Casa Blu – la presidenza della Repubblica coreana – contro la presenza nel paese dei clandestini arrivati dallo Yemen ha già superato le 380 mila firme.

I richiedenti asilo, a differenza degli africani provenienti da un paese dove dilaga la guerra d’aggressione dichiarata dall’Arabia Saudita, avevano colto l’occasione offerta dall’isola di Jeju, situata 130 chilometri a sud della costa coreana, che aveva sospeso i visti allo scopo di promuovere il turismo.

“La gente è preoccupata – sostengono gli organizzatori della protesta -, abbiamo letto dei problemi che gli immigrati hanno causato in Europa e non vogliamo che ciò accada anche qui”.

Secondo i sondaggi la maggioranza dei sudcoreani vorrebbe che i richiedenti asilo yemeniti venissero rimandati nel loro paese ed esiste una forte preoccupazione legata alla possibile infiltrazione di estremisti islamici.

Il governatore di Jeju ha detto che, in ogni caso, l’isola non può “sopportare il peso” da sola e ha chiesto al governo nazionale il trasferimento di un consistente numero di rifugiati sul continente: “Incontrerò direttamente il presidente Moon Jae-in – ha annunciato il governatore Won Hee-ryong – per gestire la situazione e garantire un processo di verifica delle richieste di asilo rapido e rigoroso”.

Dal loro blog gli organizzatori della protesta sostengono: “E’ ora di uscire per le strade e far sentire le nostre voci, mentre politici e media appaiono riluttanti a rispondere in modo chiaro alle richieste della maggioranza dei coreani, non vogliamo fare la fine dell’Europa”.




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