Ruspa su campo nomadi Roma, Caritas protesta: “E’ disumano”

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
“Disumano”. Feroce il direttore della Caritas di Roma, tal mons. Enrico Feroci, nel commentare l’ennesima giornata di sgomberi al Camping River, uno dei più grandi campi nomadi della Capitale che dopo l’arrivo di Salvini al Viminale il Campidoglio ha finalmente deciso di liberare entro la fine del mese.

“Non so le motivazioni che hanno spinto all’intervento – afferma Feroci con una certa ignoranza – ma quello che mi ha inorridito è la modalità con cui stanno facendo questo sgombero: è disumano e non conforme al principio del rispetto delle persone. I bambini guardavano le loro case distrutte e se non fossero stati rom avrebbero già attivato gli psicologici ed i medici”.

Le ‘loro’ case. I poveri bambini rom. Quelli che battono le metro della città. Dov’è Feroci, quando i loro genitori li mandano a razziare?

Anche oggi i vigili hanno proceduto alle attività di sgombero dei container, di proprietà comunale, in alcuni casi distrutti o comunque inagibili con tanto di nastro della polizia locale a delimitare l’area vietata all’accesso.

Disumano è il disoccupato italiano che si suicida, non lo zingaro che esige di vivere a spese dei contribuenti in un campo nomadi. Avete strarotto voi della Caritas.

E’ tempo di rivedere l’8 per mille, almeno la parte del silenzio assenso che ingrassa queste associazioni anti-italiane.




Lascia un commento