Il consigliere di Macron (supporter della pedofilia) attacca Salvini

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Intervistato dal Corriere della Sera, Daniel Cohn-Bendit, storico sessantottino, ex presidente degli ecologisti all’Europarlamento e oggi consigliere ufficioso del presidente Emmanuel Macron, dice la sua sui casi Aquarius e Lifeline e sulla gestione scellerata di Ong, migranti e sbarchi nel Mediterraneo.

Di fronte al fallimento totale dell’Unione europea, assente ingiustificata, il verde/rosso Cohn-Bendit non trova di meglio da fare che criticare il ministro degli Interni Matteo Salvini per la sua vicinanza a Ungheria, Austria, Polonia e al gruppo di Visegrad, sostenitori della linea dura sull’immigrazione. “Una posizione paradossale”, spiega, quasi quanto il paragone che propone forse per stemperare il clima astioso di questi giorni tra Italia e Francia. “È davvero un peccato che questo match non si giochi al Mondiale di calcio in Russia, sarebbe più appropriato”. Ironia alla francese, che diventa preoccupante quando restando al calcio mischia politica e tifo degenerato: “Quando Macron evoca la lebbra a proposito del pericolo nazionalista non ha torto. Il calciatore svedese Jimmy Durmaz, di origine siriana, ha sbagliato durante la partita contro la Germania: in poche ore lo hanno ricoperto di insulti nei social media, arrivando a minacciarlo di morte. Questa è lebbra. Così come è lebbra il razzismo contro Balotelli”.

La lebbra sono i pedofili in politica. E ogni riferimento è puramente voluto.
Forse l’apolide Cohn-Bendit e i suoi accoliti hanno bisogno di carne fresca ed esotica.

Cohn-Bendit ha scritto un libro descrivendo le sue esperienze come insegnante di scuola materna:

«È successo più volte che alcuni bambini aprivano la cerniera e iniziavano ad accarezzarmi. Secondo le circostanze del caso, ho reagito in modo diverso, ma i desideri dei bambini mi hanno posto problemi. Quando insistevano, allora anche io li accarezzavo. Sono stato accusato di essere un pervertito, e c’erano lettere al Consiglio comunale che mi chiedevano se fossi pagato con fondi pubblici. Fortunatamente, avevo concluso il mio contratto, altrimenti sarei stato licenziato».

Non è un caso che sia favorevole all’immigrazione. Perché al netto della nuova ‘carne’, è anche un mezzo per destrutturare la società: come l’omosessismo e le pratiche pedofile.

La guerra in corso non è contro avversari politici: ma contro una cabala di criminali.




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